Al botteghino sta riscuotendo un certo successo il secondo episodio della saga di Sherlock Holmes e del Dottor Watson, diretto ancora una volta dall’ex “signor Madonna”, Guy Ritchie.

Anche questo nuovo capitolo pare lasciare aperta la porta ad un sequel che, secondo indiscrezioni, non tarderà ad arrivare nelle sale cinematografiche. Ci si sente di consigliare al pubblico che avesse perso il precedente di guardarlo prima del nuovo “Gioco di ombre” per poter cogliere appieno la caratterizzazione dei personaggi ed il senso dell’esperimento del regista.

Nella Londra vittoriana di fine ottocento il Dottor Watson, in procinto di sposarsi e di cambiar casa, sta per lasciare il suo posto di ausiliario accanto all’ispettore Sherlock Holmes, ma con lui si ritrova unito, per un’ultima volta, in occasione dell’impiccagione di un loro vecchio nemico, l’esoterista Lord Blackwood.

La pellicola ambienta la vicenda in una Londra gotica, la cui ricostruzione fedele ha portato il film alla candidatura per la notte degli Oscar.

Il protagonista, interpretato in modo originale dallo scanzonato Robert Downey Jr., è lontano anni luce dal personaggio ideato dall’autore Conan Doyle, serio e riflessivo, che illustra le proprie risoluzioni deduttive con la celebre esclamazione “elementare, Watson!”. L’Holmes della letteratura è accompagnato da un Dottor Watson semplice spalla, che funge da voce narrante al superiore.

Nella pellicola, ora nelle sale, al contrario, l’ispettore di Scotland Yard predilige l’azione al ragionamento deduttivo e non disdegna il gentil sesso, mentre l’aiutante Watson (Jude Law) è affascinante al pari del primo e a questi rischia di soffiare il ruolo di vero protagonista.

Un film piacevole e divertente, con un susseguirsi di continui colpi di scena e una sceneggiatura dinamica, ma da vedere rimanendo del tutto scevri dalle precedenti esperienze cinematografiche e letterarie, che certamente vi lascerà curiosi di vedere il nuovo secondo capitolo.