La prima messa in onda via web del programma di Santoro “Servizio pubblico” nato sulle ceneri di Annozero, ha portato a riflette i vertici Rai, responsabili di aver “cestinato” il conduttore dal servizio di informazione statale.

Michele Santoro è riuscito a convincere circa centomila persone a versare “dieci euro per il Servizio Pubblico” e ne ha raccolto il consenso, riuscendo a mettere in cassa oltre un milione di euro.

Ma ognuna delle 26 puntate in calendario ha già la l’avvallo di oltre centomila euro da parte di canali satellitari e televisioni regionali, e mira ad inserire eventuali extra se riterrà opportuno entrare in causa per eventi speciali.

Il conduttore, cassato più volte dalla censura del servizio di informazione pubblico – controllato in maniera omogenea dal potere di maggioranza – dopo la chiusura del suo ultimo programma ha lanciato una sfida rivolta sia alle televisioni che al pubblico di cittadini, puntando ad una “ribellione” degli spettatori tv.

Questa è la ragione per cui Servizio Pubblico partirà con una serata che avrà come tema il proprio manifesto alle intenzioni, per cui titolerà azzerare la casta”, rimandando ad ogni giovedì questo nuovo spazio che impone la formula interattiva ricorrendo alla diffusione via web, come gesto di protesta contro la strumentalizzazione del media televisivo da parte del potere.