Da ormai due giorni su twitter sta impazzendo l’hashtag #SelvaggiaNonMentire che è arrivato a superare quello sullo sciopero generale, su telethon e ha generato tweet secondi solo a quelli della finale di X Factor 8 vinta da Lorenzo Fragola. Il web si scatena contro una della sue regine Selvaggia Lucarelli, una delle donne che meglio ha dimostrato come essere delle influencer utilizzando i social, e contro Francesco Sole l’uomo dei post-it lanciato in televisione da Maria De Filippi.

Per chi non lo sapesse ancora Francesco Sole viene lanciato mediaticamente da Francesco Facchinetti ed è lo stesso ex-dj francesco ha raccontarlo qualche giorno fa proprio mentre sponsorizza sulla sua pagina Facebook il libro di Sole in uscita:

“… sto leggendo il libro di Francesco Sole. Anzi, vi dirò di più: sono io che gli ho chiesto di farlo. Ora giù con gli insulti. L’odio che sgorga dal web è pari alle più grandi dimostrazioni di disprezzo che abbia mai visto. Poi perché? Perché ha 20 anni ed è famoso? Perché ha una bella faccia? Perché ha un milione di fan su FB? Perché ha un sacco di ragazze che lo seguono? Perché si chiama Gabriele al posto di Francesco (ovviamente mettersi un nome d’arte vale per tutti tranne che per lui).Mi sembra di vedere quello che è successo a Jova nel 1990 e quello che è successo a me ne 2003. Odio a fiumi senza un motivo.”

Racconta di averlo conosciuto per il suo video Amore ai tempi di WhatsApp: “… lo guardo e dico CAZZO CHE BOMBA. Nello stesso giorno YouTubers e influencers delle rete vedono quel video e hanno la mia stessa reazione. A qual punto lo incontro e gli chiedo “Francesco perché hai deciso di fare video su internet?”. Lui “lo faccio per combattere il mio malessere. Passo ore scrivendo, montando video, facendo foto, per sfogarmi, liberarmi”. Io lo guardo, lo abbraccio e gli dico “andiamo a spaccare il mondo”. Ieri Francesco mi ha chiamato e mi ha detto “Fra smetto, io volevo divertirmi e far divertire, non capisco tutto questo odio”.

Anche Selvaggia Lucarelli fa un endorsment al libro di Francesco Sole nella sua pagina facebook e si attira l’ira di tutti i detrattori del conduttore di Tu si que vales:

“Circa un anno fa mi sono imbattuta in un video molto divertente sull’amore ai tempi di whatsapp di un giovane modenese con una faccia furba e il capello gggiovane. Si chiamava Francesco Sole. Senza alcuna aspirazione “toyboy” ho condiviso quel video su fb e su twitter. Francesco mi ringraziò, il video ebbe non so quanti like e un’orda di condivisioni e Francesco imboccò la strada che l’ha portato a Tu si que vales. (ed altro, per sua fortuna) La sua parabola la conosco, un po’ mi ci ritrovo (sebbene io grandi picchi e grandi occasioni non li abbia mai avuti) e tifo per lui. Perché è bravo e perché so da dove arriva. Il successo di chi arriva dal web nasce alla luce del sole, senza ombre di spinte, raccomandazioni, esordi e padrini misteriosi. Chi nasce sul web ha un curriculum limpido e meritocratico, e non è poco. E per questa ragione non capisco la furia degli haters, perché Francesco Sole quello che ha se l’è conquistato, con le sue idee, i suoi pomeriggi a montare i video, il suo entusiasmo. Non deve piacere per forza, ovvio, ma è un messaggio positivo e io continuo a sentirmi Pippo Baudo con Lorella Cuccarini: l’ho scoperto iooooo. In bocca al lupo per il tuo libro, Francè.”

Dopo il rilancio la comunità dei social si scaglia contro Selvaggia Lucarelli perché accusata di sottostare a strategie di Marketing. In effetti il fenomeno Francesco Sole non nasce tanto da un progetto artistico ma da una strategia di Marketing non convenzionale che ha centrato sicuramente l’obiettivo ma che non viene dichiarata facendo passare i successo come un fenomeno virale del web. La critica che viene mossa dal web infatti non è sul talento di Sole, se esiste oppure no, ma sul fatto che il fenomeno è stato progettato a monte con Facchinetti e Lucarelli complici in quanto appartenenti alla stessa agenzia la Newco Management.

Selvaggia ribatte le critiche in un post su Facebook: “Mi avete resa trend topic su Twitter e la prima regola del marketing è che state facendo un sacco di pubblicità a me, a Francesco e al libro (…) Chiunque contribuisca a questa campagna d’odio becera e piena di livore, produce immondizia, fomenta violenza verbale e inquina il web”.

Qui sotto riportiamo molti dei tweet degli haters:

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La prima vera guerra social non si fermerà qui.

Photocredit: photo twitter