Selvaggia Lucarelli ha commentato la vicenda giudiziaria di cui alcuni blog avevano parlato questa mattina e che l’avrebbe vista coinvolta in un giro di intercettazioni abusive, accessi abusivi a sistemi informatici e violazione della privacy a danni di vip. Coinvolti nella stessa storia, insieme a Selvaggia Lucarelli, vi sarebbero stati anche Guia Soncini e Gianluca Neri di Macchianera (clicca qui per leggere tutti i particolari della vicenda).

Non appena uscita la notizia, partita dal sito Giustiziami (specializzato in cronache dal Tribunale di Milano e non solo), diversi altri siti hanno iniziato a riportare lo scoop bomba e in molti si aspettavano un commento da parte di Selvaggia Lucarelli, sempre in prima linea quando si tratta di commentare le vicende altrui (fa parte del suo lavoro dopo tutto, no?).

Ebbene, la risposta di Selvaggia Lucarelli non si è fatta attendere che per pochissime ore. La regina dei social non poteva che rispondere dalla sua pagina Facebook, su cui ha scritto un lungo post in cui cerca di rispondere a tutte le accuse che le sono state rivolte, senza tralasciare alcun particolare della vicenda e rimandando la ricostruzione della verità allo svolgimento del processo.

Selvaggia Lucarelli scrive che: “Leggo titoli fantascientifici su un processo legato a una vecchia indagine che purtroppo mi ha coinvolta nel 2011 e di cui spesso ho parlato a amici e giornalisti in questi anni, senza alcun problema. Tutto quello che è accaduto è che io all’epoca mi sono vista recapitare le foto di un compleanno della Canalis a casa Clooney. Non ho mai chiesto e ricevuto un euro da nessun giornale, rivista o editore , nè per quelle foto nè per qualsiasi altra foto o notizia in altri periodi. Non c’è mai stata neanche alcuna trattativa che mi abbia riguardata. Ci sono state perquisizioni, sequestri e intercettazioni come se fossi entrata in possesso di informazioni riservate alla Cia, ma negli atti non c’è un passaggio in cui risulti che io abbia mai venduto o contrattato una notizia o una foto. Dalle carte risulta in verità che la persona che le ha tentate di vendere abbia un nome e un cognome. Lo ha ammesso sia la persona stessa che il giornale che ha trattato con lui, non capisco come mai questa persona sia stata poi estromessa dall’indagine. È agli atti, non è una mia versione, così non fosse verrei sbugiardata. Misteri della giustizia italiana. Aggiungo che non ho mai violato un account di posta elettronica in vita mia, neanche quello di ex fidanzati (purtroppo, perché mi sarei risparmiata un sacco di sorprese in seguito) e che da miei telefoni e computer non è risultato alcun accesso abusivo su altri computer o telefoni. Non c’erano neanche film e musica scaricati illegalmente, credo di essere un caso unico. Non sono capace neanche di fare un aggiornamento al computer, chi mi conosce lo sa, figuriamoci se potrei mai essere un hacker. Questo è tutto. Da qui è partita l’indagine“.

Quando si tratta di parlare delle altre persone che sarebbero state coinvolte nella stessa storia, la Lucarelli specifica invece che: “La Soncini, con la quale secondo i giornali avrei messo in piedi una specie di associazione a delinquere, non l’ho mai sentita in vita mia ne’ al telefono nè via mail. Chi ha analizzato computer e telefoni dovrebbe averlo notato che non siamo mai entrate in contatto in 40 anni. Non ho neanche mai avuto il suo numero di cellulare. A dirla tutta mi sta anche sulle palle e credo sia un sentimento reciproco, come parecchi amici della rete avranno notato visti i suoi continui attacchi. Aggiungo che alcune delle persone citate come parte lesa (ad esempio la Venier) conoscono questa vicenda, hanno letto la mia posizione e si sono sentite così lese da essersi rifiutate di sporgere querela. La verità la stabilirà il processo“.