Una pellicola con vocazione hi-tech quella del regista svedese Malik Bendjelloul, già vincitrice dell’Oscar 2013 come Miglior documentario, del premio della giuria e del pubblico al Sundance Film Festival e di miglior documentario dalla National Board of Review.

Si chiama Searching for Sugar Man e in Italia è il primo film distribuito in contemporanea al cinema e in esclusiva online su iTunes, ma la sua vera particolarità è il modo con il quale è stata girata: il regista aveva iniziato le riprese con una Super 8, ma esaurito il budget, ha deciso di utilizzare un iPhone e la app 8mm Vintage.

La storia ruota intorno alle vicende di due fan del cantautore folk americano Sixto Rodriguez, partiti da Città del Capo per scoprire se il cantante sia morto o meno. Sixto, così chiamato perché sesto bambino nato nella sua famiglia, cresciuto a Detroit, venne scoperto nel 1969 da Clarence Avant, produttore della Motown Records, già manager di Miles Davis e poi di Michael Jackson.

Nel 1970 e 1971 escono i primi due album, “Cold Fact” e “Coming From Reality”, che hanno ottime recensioni ma sono clamorosi flop di vendita. L’etichetta abbandona Sixto che, deluso, inizia a lavorare come operaio edile. Quasi trent’anni dopo una telefonata dal Sudafrica gli cambia la vita: scopre che le sue canzoni sono state il simbolo della lotta all’Apartheid e che il suo nome è entrato nella storia della musica in quel Paese. Sugar Man è una vicenda eccezionale che parla di speranza, di riscatto e della forza della musica.