Questa volta l’intervistato è lui. Sean Penn ha parlato per la prima volta del suo tanto discusso incontro con El Chapo Guzman. L’intervista che l’attore e regista hollywoodiano ha realizzato per la rivista Rolling Stone con il leader del nacrotraffico messicano, e che sembra possa aver favorito il suo arresto, è finita al centro di un mare di polemiche e ora è stato il diretto interessato a fornire la sua versione.

Sean Penn ha parlato nel programma del network americano Cbs 60 Minutes dell’intervista realizzata con El Chapo, spiegando di avere un rimpianto e chiarendo qual era il suo scopo principale: “Ho il rimpianto che le polemiche su questa vicenda abbiano oscurato quello che era il mio vero scopo, ossia quello di contribuire al dibattito sulle politiche per la lotta alla droga. Vorrei essere chiaro, il mio articolo ha fallito”.

Sean Penn ha quindi sostenuto che è riuscito ad avere un incontro faccia a faccia con il criminale messicano proprio perché non è un giornalista di professione e ha poi affermato: “Sappiamo che il governo messicano si sente chiaramente molto umiliato dal fatto che qualcuno abbia trovato il boss prima di loro. In realtà nessuno lo ha trovato prima di loro. Non siamo più intelligenti della Dea e degli 007 messicani. Abbiamo solo avuto un contatto grazie al quale siamo stati in grado di avere un invito”.

L’attore e regista nell’intervista ha inoltre detto di sentirsi in pericolo, ora che si è saputo che il suo incontro potrebbe aver favorito la cattura di El Chapo, però ha anche aggiunto di “non aver paura per la mia vita”.

L’ipotesi che sia stato il suo incontro a contribuire all’arresto di El Chapo Guzman è comunque stata smentita dallo stesso Sean Penn, che ha dichiarato che l’intervista si è tenuta il 2 ottobre scorso “in un luogo che è lontano da dove è stato catturato”.