Ritorna il terrore metalinguistico di Scream, ma con una novità: la celebre serie di slasher affronta infatti il passaggio dal grande al piccolo schermo.

La serie tv tratta dalla quadrilogia creata da Kevin Williamson (l’autore di Dawson’s Creek) e Wes Craven (il regista maestro dell’horror, cui si deve anche la saga di Nightmare) farà il suo debutto statunitense su Mtv, a partire dal 30 giugno.

I 10 episodi della serie sono introdotti da un trailer che ci riporta ai fasti del primo film, uscito nelle sale cinematografiche circa 20 anni fa (era il 2016): ancora una volta ci ritroviamo davanti una ragazza che si aggira da sola, di notte, nel proprio appartamento e che deve fare i conti con un killer misterioso. E così comincia l’abituale mattanza.

Ma la serie di Scream non sarebbe tale se non vi fosse un elemento che l’ha resa unica in un panorama affollatissimo e naturalmente ripetitivo come quello degli slasher: il commento consapevole sugli elementi strutturali della narrazione horror.

In un precedente trailer alcuni personaggi di una scuola di cinema commentavano infatti l’impossibilità di realizzare una serie tv da uno slasher, in quanto dopo il primo omicidio il ritmo deve aumentare costantemente, cosa possibile in 90 minuti ma non nelle 10 ore di una stagione televisiva.

Proprio per questo siamo curiosi di vedere come evolverà una storia nella quale i personaggi ai quali dovremo affezionarci saranno brutalmente assassinati di puntata in puntata. La trama della nuova incarnazione di Scream, affidata ai due showrunner, Jill Blotevogel e Jaime Paglia (proveniente da Arrow) prende il via da un incidente di cyberbullismo che scatena un omicidio terribile. Lo shock della violenza riporta alla luce le memorie di una strage del passato che ha tormentato alcuni, ha intrigato altri e forse ha ispirato un nuovo killer.

Scream si concentra su un nuovo gruppo di teenager, Bella Thorne, Jason Wiles, Bex Taylor-Klaus e Willa Fitzgerald, che diventano amanti, nemici, sospettati, bersagli e vittime di un nuovo assassino assetato di sangue. Da segnalare a tutti gli appassionati la comparsa di una nuova maschera, apparentemente piuttosto differente da quella celebre che riprendeva L’Urlo di Edvard Munch.