Ormai da molto tempo la Universal Pictures sta cercando di finalizzare il remake di uno dei titoli più iconici di sempre, quel Scarface che puntualmente compare nelle liste dei film preferiti di personaggi famosi e persone comuni.

L’originale titolo di Brian De Palma, scritto da Oliver Stone e interpretato magistralmente da Al Pacino (forse il suo ruolo più celebrato) era già a suo volta il rifacimento dello Scarface del 1932 diretto da Howard Hawks.

Un piccolo passo avanti in direzione di questo remake di secondo grado è stato compiuto con l’annuncio dell’arrivo di un nuovo sceneggiatore, Jonathan Herman, che ha scritto il film di prossima uscita Straight Outta Compton, biopic dedicato al gruppo hip hop in cui militavano Dr. Dre e Ice Cube.

Dati i continui ritardi della produzione non si può dire che Herman avrà vita facile, ma in ogni caso troverà della fondamenta ben solide. Le precedenti versioni della sceneggiatura erano infatti state vergate da Paul Attanasio, responsabile di Donnie Brasco, The Bourne Ultimatum e Intrigo a Berlino, e da David Ayer, sceneggiatore-regista muscolare di Training Day, Fury, End of Watch e Sabotage. Herman sarebbe poi anche in ballo con il famigerato remake de Gli uccelli di Alfred Hitchcock, un film che da molto tempo è caduto nel dimenticatoio.

Tutti i cinefili saranno invece molto eccitati dal nome del regista che si occuperà del nuovo Scarface. Si tratta dal cileno Pablo Larrain, che ha firmato in tempi recenti una trilogia fulminante di pellicole dedicate alla dittatura di Pinochet (Post Mortem, Tony Manero e No), e di recente ha presentato a Berlino El Club, che si è portato a casa il Gran Premio della Giuria.

Stando ad alcune indiscrezioni la location del film sarà spostata a Los Angeles, dove si assisterà alla scalata verso il successo criminale di un immigrato messicano in cerca del proprio distorto Sogno Americano. Inevitabilmente l’attore che prenderà il posto di Al Pacino dovrà essere bilingue, il che sta restringendo le opzioni di casting, anche se Hollywood non è a corta di interpreti ispanofoni.