Dopo Grey’s Anatomy e Private Practice, Shonda Rhimes ha sfornato Scandal, in onda ormai dalla scorsa primavera, attualmente su Fox Life con la seconda stagione. Ecco cinque buoni motivi per seguire questa serie tv!

Lo ammetto, a me sotto sotto quello che fa Shonda Rhimes piace. Nonostante le tragedie, nonostante mi abbia costretta a smettere di guardare Grey’s Anatomy dopo la mega sparatoria in ospedale a causa del forte turbamento che mi provocava la visione di ogni puntata – una più tragica dell’altra.

C’è però un’altra cosa che devo ammettere: di Scandal, serie tv di genere legal-thriller, avevo sentito parlare a malapena. In una pausa dalle altre venti serie tv che seguo in contemporanea alla programmazione americana (non faccio l’elenco, è troppo lungo), orfana di Girls, in stand-by per quanto riguarda altre serie in pausa primaverile e assolutamente non a mio agio nel trascorrere la pausa pranzo senza guardare nulla, non mi restava che guardare il pilot di questo show con Kerry Washington (la Brumilde di Django).

Alla fine di episodi ne ho visti due di fila e lo ammetto: sarà che non avevo altro da guardare, sarà che la Washington è una dura e che ho riconosciuto almeno tre attori già visti in altre serie tv (che mi hanno confermato che ne ho guardate e continuo a guardarne troppe), che ho deciso di continuare nella visione.

Scandal racconta le vicende di Olivia Pope (la Washington), ex addetta stampa del Presidente ora consulente per clienti importanti che hanno bisogno di coprire storie incresciose, scandali, appunto, per evitare delle crisi, tutte di natura pubblica. Tradimenti, relazioni pericolose, uomini potenti messi alla gogna per incidenti per lo più sessuali. Il compito di Olivia e del suo team di avvocati non è tanto assicurare la giustizia quanto scoprire come assicurare al cliente l’immunità in caso di innocenza e mettere a tacere la stampa quando il caso è così caldo da far traballare le fondamenta della Casa Bianca. Intorno a Olivia le storie dei suoi assistenti – una squadra alla DR House, per intenderci – e il Presidente nell’ombra, con il quale la stessa Olivia ha avuto una relazione.

La serie è attualmente alla sua seconda stagione, premiata dagli ascolti in continua crescita: dopo i primi sette episodi della prima stagione, la ABC ha ordinato ben 22 episodi per la seconda, che continua a mietere successi. In Italia va in onda su Fox Life: se vi ho incuriosito e vi è venuta voglia di guardare Scandal, ecco quattro buoni motivi per seguire questa serie tv.

1. Siete orfani del Grey’s Anatomy dei bei tempi e di Private Practice, di cui Scandal è proprio il “sostituto”

2. Nella prima stagione uno dei co-protagonisti, con il suo adorabile accento scozzese, è niente meno che Henry Ian Cusick: l’unico, inimitabile Desmond di Lost di cui tutti sentiamo la mancanza. Ammettetelo! Tra gli altri “Ma questo l’ho già visto!” anche il papà della giovane Carrie in The Carrie Diaries (Matt Letcher) e Paris di Una mamma per amica (Liza Weil, attualmente anche in A passo di danza di Amy Sherman Palladino)

3. Il ritmo degli episodi è talmente cadenzato, agguerrito e veloce che rischiate di uscirne provati. I dialoghi, tutti serratissimi, rischiano di friggervi i neuroni (sia in italiano che in lingua originale). Ma almeno non ci si perde in chiacchiere. Il montaggio è tutto un fiorire di cambi di scena al ritmo di un battito di ciglia: se superata la prova col pilot senza svenire potete andare avanti.

4. Olivia Pope, oltre ad avere un nome melodioso, è una dura. Il suo personaggio ricalca quello dell’addetta stampa Judy Smith, effettivamente al fianco del Presidente Bush durante il suo mandato. Sicura di sè fino all’inverosimile (la sentirete dire più spesso “So fare il mio lavoro” che “Come stai?”), la Washington è convincente sia nel ruolo di donna di ferro che in quello dell’amante del presidente.