Quando nel 2004 James Wan girò il suo film Saw non si aspettò di certo che potesse aver dato vita inconsapevolmente a un cult-movie che avrebbe generato nell’arco di 7 anni – fino al 2010 compreso – una saga composta da ben 7 film.

E invece uno degli esponenti meno blasonati del cosiddetto sottogenere del torture porn è riuscito a conquistare una nicchia molto fedele di appassionati che hanno sostenuto il franchise fino al capitolo finale, ovviamente girato in 3D per celebrare il presunto termine della saga.

A un decennio dal primo episodio l’interesse per i fantasiosi sistemi di tortura e l’inusuale morale del film è ancora molto alto, tanto da convincere i produttori a organizzare negli Stati Uniti una serie di proiezioni di Saw durante le festività di Halloween.

Ma non è tutto. Alla Twisted Pictures, la casa di produzione responsabile dei sette capitoli, sembra che si voglia battere il ferro finché è ancora tiepido (difficile usare il termine “caldo”): Mark Burg e Oren Koules hanno infatti annunciato di voler proporre al regista e al fido collaboratore Leigh Whannell, direttore della fotografia, di ritornare al marchio che li ha resi celebri. In parole povere Saw 8 sarebbe nelle primissime e ancora ipotetiche fasi di pre-produzione.

Al momento Wan, raggiunta la celebrità con i primi due Insidious e The Conjuring, è al lavoro sul settimo episodio di Fast and Furious, mentre Whannell si è accodato dirigendo lo spin-off horror Annabelle e al momento sta lavorando al prossimo Insidious 3.

Burg e Koules, consapevoli che i due cineasti avevano abbandonato un coinvolgimento diretto per non rimanere troppo legati alla serie di film, si sono mostrati altamente fiduciosi: “Ora che hanno creato un loro marchio sono molto più sicuri di poter tornare indietro. Il nostro obiettivo è il Comic-Con del 2016”.

Trascorsi 6 anni dall’ultimo capitolo il pubblico sarà ancora interessato alle avventure splatter dell’Enigmista, dei suoi eredi e delle sue vittime? C’è molto tempo per rispondere alla domanda…

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