Falene”, il film di dell’italiano di adozione Andres Arce Maldonado, atteso nelle sale il prossimo 28 ottobre, si è distinto innanzitutto per aver vinto la battaglia delle produzioni low budget – con le quali non intendiamo il caso statunitense che per un film indipendente attinge a una risorsa economica di “qualche” milione di dollari  – che lottano per vedere la propria opera proiettata nel luogo deputato al cinema.

Il film – a cui non possiamo dare l’appellativo di “pellicola” visto che sia per l’ esigenza ormai diffusa si sperimentare un linguaggio innovativo, che per ragioni connaturate al low budget, è stato realizzato utilizzando un economico formato digitale – può essere definito come una contaminazione di generi, perché mescola il noir, la tragedia e la commedia, da cui ne scaturisce una commedia amara con l’insolita sfumatura del genere giallo.

Parliamo di giallo perché il film sviluppa con lo sfondo di una scena di un crimine.

Sceneggiato da Andrej Longo e fotografato da Maura Morales Bergmann “Falene” risulta essere anche una buona prova di regia che vede Andres Maldonato dirigere attori del calibro di Paolo Sassanelli - che abbiamo già visto, con la sua partecipazione, sostenere altre opere prime, ad esempio “rosso come il cielo”, poi diventate di successo -insieme al meno popolare ma altrettanto talentuoso Totò Onnis.

I personaggi così interpretati, porteranno avanti il racconto che li vedrà impegnati ad organizzare il colpo del secolo, nella speranza di riuscire ad emanciparsi dall’ordinarietà scadente a cui sono legate le loro vite.