Ispirato dalla penna di Craig Davidson, Un sapore di ruggine ed ossa è un film che emoziona e fa riflettere. Il primo ad essersi emozionato leggendo i racconti di Davidson è proprio il regista del film, Jacques Audiard.

Entriamo nel dettaglio della trama per comprendere il perché di questi sentimenti così rari nella cinematografia attuale.

Tutto comincia quando Ali (interpretato da Matthias Schoenaerts) scopre di doversi occupare del figlio Sam, di appena 5 anni. Alì non ha un soldo e chiede ospitalità alla sorella. Da quel momento in poi ogni cosa inizia ad andare bene, finché il destino di Ali si incrocia con quello di Stéphanie (Marion Cotillard), bellissima addestratrice di orche. Gli lascia il suo numero, che lei però comporrà dopo la tragedia che l’ha costretta sulla sedia a rotelle. Quando si rivedono, la principessa Stéphanie è senza gambe, ma Ali non si demoralizza, e giorno dopo giorno le permetterà di tornare a vivere. Aiuterà Stèphanie con piccoli gesti, senza provare compassione per lei (vi ricordate Quasi amici? Beh, se l’avete visto capite di che dramma si tratta e di come si può affrontare sorridendo).

Un sapore di ruggine ed ossa è dunque la storia di un povero che si innamora di una principessa bella e sicura di sé. Una storia di attrazione tra poli opposti. Uno dei due poli, quello di lei, un giorno perde (oltre alle gambe) le illusioni. Lui riuscirà a ridargliele.