Sono passati ben tre decenni dalle corse sulla spiaggia di Forte dei Marmi di Isabella Ferrari e Jerry Calà, dai tramonti spettatori di amori e scherzi del cuore raccontati dai fratelli Vanzina in Sapore di mare. A distanza di tutto questo tempo tanto è cambiato: i ragazzi si conoscono su Faebook, si comunica con i cellulari e non si ha alcuna aspettativa nei confronti del futuro. Siam tutti disillusi e malinconici.

La coppia di registi ha voluto, quindi, provare a rinfrescare la memoria dei più giovani con Sapore di te (qui la scheda del film). In uscita al cinema oggi, 9 genaio 2014, la pellicola è ambientata negli anni ’80 dove si respira un’aria di grande spensieratezza, tentativo disperato di esorcizzare questo periodo di crisi.

Enrico Vanzina commenta infatti: “Abbiamo voluto soltanto dare un piccolo reminder ai giovani che c’è stato un momento in Italia dove i giovani erano come loro, s’innamoravano, avevano problemi con i genitori, forse anche di lavoro, ma facevano tutto con un sorriso maggiore, e anche forse vivendo le cose con più sentimento. Penso che piacerà molto ai ragazzi questa cosa, perché vedranno degli italiani come loro che hanno vissuto forse un pochino meglio la loro gioventù“.

Attraverso il racconto di due estati (quelle del 1983 e del 1984) il film illustra uno spaccato della società italiana di allora. I protagonisti di questa storia sono tanti. Ci sono Luca e Chicco, due compagni d’università, che si innamorano della stessa ragazza. C’è Anna, che sta per laurearsi e che incontra Armando, uno Steve McQueen di provincia che gli rapisce il cuore. C’è la famiglia Proietti, con Alberto tifoso romanista, sua moglie Elena e la figlia diciassettenne Rossella, oggetto delle attenzioni di Luca e Chicco. C’è il Ministro De Marco, un simpatico socialista napoletano travolto dalla passione per la sentimentale e ingenua Daniela, una giovane soubrette di “Drive In”. Intorno a loro un mosaico di caratteri tipici di quell’epoca: il bagnino Renato, che seduce le giovani straniere, la compagnia della spiaggia dei ragazzi sempre pronti a scherzi goliardici e a scappatelle sentimentali, i genitori di Luca, due borghesi milanesi che rimpiangono gli anni ’60…

Nel film Martina Stella, al quarto film con i Vanzina, si innamora dello sciupafemmine Giorgio Pasotti: “Sono cambiate molte cose oggi, anche nei sentimenti: penso sia magico per un ragazzo di oggi rivedere, riassaporare quell’atmosfera“. Serena Autieri, invece, interpreta Daniela una giovane donna che ottiene un posto nella mitica trasmissione “Drive in”, grazie al politico craxiano Vincenzo Salemme: La gente viene al cinema, va al teatro proprio perché vuole sognare, vuole avere un attimo di svago, di divertimento, di positività, di buone speranza, e per noi gli anni 80 sono stati un momento di fermento, un modo di guardare al futuro in modo positivo“.

Negli anni ’80, ricorda Salemme, non tutto era rose e fiori: “Col crollo delle ideologie la politica è diventata un lavoro e si sono sentiti talmete liberi dall’oppressione delle ideologie che si sono fatti prendere la mano….. e tante cose di questi giorni sono derivazione di quegli anni“.