Santoro ha intuito già da tempo le potenzialità della rete e da inizio ad una trasmissione completamente autonoma, che verrà diffusa sul web dal suo sito, serviziopubblico.it, e dai portali di Repubblica.it, ilfattoquotidiano.it, corriere.it e, via radio, da radio Capital.

Servizio Pubblico” è il nuovo programma voluto da Michele Santoro come forma di rivolta alla censura imposta dalla Rai – verso di lui e, più in generale verso tutti i conduttori di trasmissioni scomode al potere – e andrà in onda tutti i giovedì, per un totale di ventisei puntate di calendario, che può estendersi agli eventi speciali con la produzione di serate extra.

La prima puntata titola “Azzerare la casta” e porta in sé il manifesto di Santoro che ha mirato alla scelta rivoluzionaria di abbondonare i cachè televisivi per poter fornire un servizio di informazione libero sul web.

Si regge sull’idea di raccogliere consenso con il contributo concreto di 10 euro da parte del pubblico – accolta dai telespettatori intenzionati a seguire Santoro nella protesta – e sul finanziamento di televisioni regionali e satellitari mediante le quali “Servizio Pubblico” sarà trasmesso in Tv, il media denunciato di subire “un controllo da regime” e che per la sua “freddezza” risulta oramai obsoleto.