L’intervento fiume di Celentano durante la prima puntata del Festival di Sanremo ha scatenato ire e critiche da tutto le parti. Ma, se una parte di queste sono state puramente mediatiche, c’è chi ha preso molto sul serio la faccenda e così Sanremo è finito sotto commissariamento.

La CEI (Conferenza Episcopale Italiana) non ha proprio intenzione di sottovalutare la portata delle critiche che Celentano ha riservato ai mezzi di informazione cattolici.

I toni della polemica si fanno alti e così Lorenza Lei, direttore generale della Rai, insieme a Paolo Garimberti e gli altri consiglieri del cda, decidono di aumentare il controllo sulla trasmissione e mandano il vice direttore generale, Antonio Marano, a Sanremo come plenipotenziario.

Tutti i piani alti della Rai si dissociano con forza dalle parole di Celentano e presentano le loro scuse a tutti quei giornali cattolici di cui il Molleggiato ha augurato la chiusura durante il suo show. Solo Gianmarco Mazzi e Morandi difendono e apprezzano lo spirito di Celentano: è un mattatore, ha fatto delle semplici provocazioni come è nel suo stile.

Da parte sua lo show man, non nuovo in queste situazioni, il suo Rockpolitik provocò l’autosospensione dell’allora direttore Fabrizio Del Noce, affronta in tutta tranquillità la questione, anzi non la affronta per nulla. Silenzio da parte sua, che si prepara a tornare sul palco dell’Ariston per la serata di chiusura di sabato, se non prima.