La prima puntata del Festival è andata. Quasi sembrava non dovesse finire più, tra intoppi tecnici e infortuni ha richiesto un surplus di energia ai presentatori, alla produzione e ai telespettatori.

Il sipario si apre su Luca e Paolo che ci propinano una riedizione di “Uomini Soli” dei Pooh. Né simpatica né satirica, e anche piena di parolacce.

Poi si continua con la valletta che ha avuto un infortunio e non si presenta. Bhè, dopo aver detto che le non piace la musica italiana in una conferenza stampa, non è che ci si potesse aspettare di più. E quindi ricompaiono le vallette d’annata, la Canalis e la Rodriguez.

I microfoni non funzionano e il sistema del televoto va in panne, tanto che non è stato eliminato nessuno, anche se non c’era che l’imbarazzo della scelta, e stasera, nella seconda puntata, saranno in quattro a dover essere eliminati. Tra i quattordici in gara nessuno si è contraddistinto per un testo o un arrangiamento degno di nota, ma forse c’è solo bisogno di abituarsi un po’ al mood sanremese per apprezzare il genere.

E poi, finalmente Celentano. Quasi un’ora di esibizione, un mix tra musica, critica e politica, che non risparmia nessuno: Aldo Grasso, la Chiesa, la Consulta e via dicendo. Il pubblico in visibilio. Si alzano tutti e partono applausi scroscianti. C’è solo una persona a rimanere seduta: Mauro Mazza, il direttore di Rai Uno.