Carlo Conti è bersaglio, da qualche giorno, di una polemica riguardante il suo compenso percepito per il Festival di Sanremo 2017. Nei social network ma anche attraverso servizi come whatsapp sta girando una catena di Sant’Antonio chiamata #BoicottaSanremo per chiedere al conduttore di rinunciare a un presunto cachet di 650mila euro in favore dei terremotati. Una catena che ha avuto in poco tempo una grandissima vitalità nonostante affermi cose inesatte o addirittura false.

Carlo Conti è intervenuto, su Chi, in prima persona per difendersi ritenendo la polemica un attacco gratuito e personale: “Mi dispiace molto. Comprendo il sentimento che parte da un disagio che c’è nella società ma bisognerebbe sapere i fatti. Non perché un giornale fa un titolo e scrive una cifra allora è quella giusta e viene cavalcata in maniera populistica. Ci sono altri modi in cui ciascuno di noi fa qualcosa per chi vive un’emergenza, ed è bello se rimane privato. Se quello che devolvo in beneficenza lo devo rendere pubblico per farmi bello allora perderebbe di quella forza che parte da un comandamento: “Ama il prossimo tuo”. Se voglio fare qualcosa di importante per gli altri mi sento più ricco se non lo faccio sapere. Ho sempre pensato di dover restituire la grandissima fortuna che ho avuto nella vita e nel lavoro. Quello che mi dispiace è l’attacco personale, gratuito, senza sapere le cifre, senza sapere che negli ultimi due anni il Festival ha prodotto ricchezza per la Rai, senza sapere che molti programmi si ripagano con la pubblicità non attingendo minimamente al canone anzi portando utili importanti.”

La Rai in precedenza, in difesa del suo artista, aveva  precisato “che il compenso lordo dell’artista, uno dei volti di punta dell’azienda, non è legato al singolo evento ma inserito in un contratto di esclusiva che comprende la conduzione, la direzione artistica del Festival e di Radio Rai e la realizzazione – in qualità di autore e conduttore – di altre trasmissioni”.

Fiorello, in un video postato nei suoi profili social durante EdicolaFiore, ha voluto difendere Conti dagli haters dicendo: “Ha cominciato a lavorare nei teatrini e nei localini. Cercava di fare le serate ma gli sbattevano le porte in faccia. Lui pensava solo a lavorare e così ha cominciato a salire, gradino dopo gradino, senza raccomandazioni. Piano piano sono arrivati i primi bagliori, i primi successi, corredati anche da delusioni. Ma lui continuava a lavorare. Finché entra finalmente in Rai e conduce un programma per ragazzi. Poi a 54 anni suonati approda a Sanremo, arriva al massimo e riesce pure a guadagnare dei soldi. Può dare al figlio quello che lui non ha avuto quando era ragazzo, cresciuto senza il papà, con la mamma che doveva lavorare. E il risultato qual è? Lo insultano perché nella vita ce l’ha fatta. Questo è il nostro Paese, quando ce la fai ti insultano, devi essere punito. In America diventi un modello, invece da noi ti danno contro. Amici rosiconi, che fate i conti in tasca alle persone un saluto a voi. Gli haters non sanno niente di Carlo Conti. Quando era senza una lira nessuno diceva: ‘C’è uno in Toscana che sta lottando per emergere’. Nessuno lo diceva quando si sbracciava, nella legalità, onestamente, e pure pagando le tasse… Che paghi le tasse non lo so ma spero di sì. In Rai da oggi in poi non ci si deve far pagare”.

Fiorello poi commenta anche la scelta di Maria De Filippi di partecipare gratuitamente al Festival: “Secondo voi perché non si è fatta pagare? Per evitare questa rottura di cogli*ni. E non è giusto lavorare gratis, ma sei costretto…”.

Il Festival della Canzone non è ancora partito, quello della polemica si.