Dopo anni di pesanti perdite e pressanti richieste della Corte dei Conti, il Festival di Sanremo si è adeguato al generale clima di austerity tagliando ingaggi e rivedendo le spese. Questo permetterà alla Rai, per la prima volta da molti anni, di guadagnare qualcosa. Si stima infatti che tra cinque giorni viale Mazzini si troverà in cassaforte tra i 4 e i 5 milioni di euro. Una grande vittoria per il direttore di Raiuno Giancarlo Leone, il cui mandato, se le previsioni verranno rispettate, verrà rinnovato prima dell’estate.

La Rai pare così aver recepito la relazione della Corte dei Conti dello scorso anno, secondo cui fino al 2012 i costi erano “nettamente superiori ai ricavi pubblicitari con riflessi negativi sul Mol aziendale”. Dal 2013 in poi la politica di austerità sembra quindi aver pagato e nel corso degli ultimi due anni la raccolta pubblicitaria è cresciuta e le spese di produzione sono scese fino a 18 milioni di euro. Ingaggi dimezzati, spese riviste al ribasso, maggiori introiti pubblicitari e ascolti sempre al di sopra della media saranno dunque la ricetta che in questo 2015 permetterà alla Rai di guadagnare ed evitare le solite polemiche.

Al risparmio ha poi certamente contribuito il Comune di Sanremo, che per paura di perdere il Festival  ha abbassato gradualmente il prezzo della convenzione dai 9 milioni del 2009-2011 ai 5 milioni del 2015-2017. Quest’anno, dunque, la Rai risparmierà 2 milioni di euro sulla convenzione, cui si aggiunge un risparmio di quasi 1,5 milioni sul cast: a Carlo Conti andranno circa 500mila euro, mentre le vallette Arisa ed Emma hanno rinunciato al cachet accontentandosi del rimborso spese per il proprio staff, corrispondente a circa 70mila euro ciascuna. Rimangono ignote le spese per i super ospiti, per i quali la Rai dovrebbe aver messo in conto i risparmi delle spese di conduzione.

Anche sul fronte pubblicitario il risultato finora sembra positivo per Rai Pubblicità: alla vigilia della kermesse, grazie a una politica più aggressiva, la raccolta si sarebbe aggirata intorno ai 20 milioni di euro al netto delle commissioni per agenzie e centri media (intorno al 15%), somma che potrebbe salire fino a 22 milioni entro la fine del Festival (a fronte dei 18 milioni di risultato netto del 2014). A cambiare è stata anche la strategia di vendita: approfittando della timida ripresa (a novembre Nielsen ha certificato un +7% per la televisione) la Rai sta infatti vendendo spazi a durata dimezzata (15 secondi al posto dei soliti 30) a un prezzo lievemente inferiore.

Tirando le somme, considerati i 16 milioni di costi messi a budget per la manifestazione, di cui 5,5 dalla convenzione fra Rai e il Comune di Sanremo e 10,5 per l’emittente pubblica, il risultato finale potrebbe essere positivo per circa 4 milioni, a fronte di un utile di 2,7 totalizzato nel 2013.