Il Festival di Sanremo sta per cominciare, mancano solo pochi giorni alla serata d’apertura del più grande evento musicale italiano (clicca qui per leggere il programma serata per serata). Come ogni anno vedremo gareggiare i big della musica e le cosiddette “Nuove Proposte” tra cui quest’anno spicca Zibba.

All’anagrafe Sergio Vallarino, ma così lo chiamano solo i genitori ormai, Zibba è un cantautore 35enne che ha iniziato a scrivere all’età di 8 anni e nel 1998 fonda la band Zibba e Almalibre. Sulle spalle ha già una carriera che l’ha visto protagonista di oltre 100 concerti all’anno, la pubblicazione di numerosi dischi e la vittoria di parecchi riconoscimenti in ambito musicale. Quest’anno gareggerà a Sanremo con la canzone “Senza di te”, un canto d’amore dedicato alla sua famiglia con suoni reggae e folk.

Leonardo.it ha fatto una chiacchierata con lui ed ecco cosa ci ha rivelato il cantante in gara a Sanremo.

Che emozione hai provato nel sapere di essere stato scelto per partecipare a Sanremo?

Gioia, indiscutibilmente. Il Festival è una grande opportunità per farci conoscere ad un pubblico più vasto. Sono felice di questo momento, per me ma soprattutto per gli Almalibre e tutto lo staff che da anni lavora al nostro fianco. È anche grazie a loro se siamo arrivati qui.

“Senza di te” è una lettera d’amore ma allo stesso tempo un messaggio di dolore e di speranza, che parla dell’importanza di riconoscere gli errori. Pensi che al giorno d’oggi sia difficile farlo? Tu ne sei in grado?

Ci vuole impegno, ci vuole consapevolezza. Ci vuole molto sforzo a volte, ma credo sia l’unica strada per stare bene e costruire qualcosa. Non lo so fare forse, ancora non del tutto. Ma come tutti sono in cammino.

Nella canzone affermi: “Noi siamo di un’altra generazione”. Cosa conta davvero per la generazione del mondo di oggi e che messaggio ti sentiresti di dare ai giovani?

Siate voi stessi e ricercate nella semplicità la bellezza di questo vivere. Nulla più. Siamo una generazione confusa da troppi muri messi tra noi e le più semplici verità. Un po’ alla volta si impara ad abbatterli o a saltarli. Cosa conta nel mondo di oggi non lo so, so che per me conta avere fiducia in me stesso e nelle persone. Non smettere di credere che un altro modo c’è e provare a trovarlo.

“Senza di te” non è primo videoclip della tua carriera. Tra gli altri, tutti davvero originali, vanti anche una collaborazione con Eugenio Finardi. Da dove nasce l’idea di questi montaggi così particolari?

Forse dal mio essere slegato da alcuni canoni stilistici e dal ricercare sempre collaboratori che la pensino in qualche modo come me. Che accettino la sfida di voler provare qualcosa di diverso.

L’intervista prosegue subito dopo il video ufficiale di “Senza di te”, il brano con cui Zibba parteciperà alla 64° edizione del Festival di Sanremo.

Hai collaborato con Tiziano Ferro scrivendo il testo della canzone di Michele Bravi, il vincitore di X-Factor. Com’è nata quella canzone e qual é la sua storia? (guarda qui il video de “La vita e la felicità”)

È stata una grande emozione per me quella di poter scrivere a quattro mani il brano di Michele con un grande artista come Tiziano. Abbiamo lavorato a questa canzone con grande intesa e passione e sono ovviamente orgoglioso del fatto che abbia aiutato Michele a vincere la finale.

A Sanremo sarai accompagnato dall’orchestra diretta da Andrea Mirò. Che opinione professionale hai di lei?

La prima volta che ho parlato con lei ho capito che era una bellissima persona. Mi piace l’idea che ci sia una donna a dirigerci in un brano così emotivo. Mi pare un ottimo connubio.

Nel corso della tua carriera hai già vinto numerosi premi. Se dovessi vincere Sanremo a chi dedicheresti la vittoria?

Al mio piccolo Edoardo, appena nato. Grazie a lui sono qui, all’energia che mi ha portato l’idea che stessi per diventare padre.

Hai già collaborato con tantissimi grandi artisti italiani. Da chi hai imparato di più?

Da tutti. Ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa di enorme da portare con me ad ogni passo. A volte anche un piccolo consiglio può rivelarsi un aiuto fondamentale.

Da dov’è nata la tua passione per la musica?

Da due genitori che mi hanno sempre dato la possibilità di vivere i miei sogni e che mi hanno fatto ascoltare tanta buona musica sin da quand’ero piccolo.

Al giorno d’oggi molti artisti emergenti sperano di poter iniziare una carriera artistica partecipando ai talent televisivi. Cosa pensi di questi programmi? Parteciperesti mai a un talent show?

Penso che se c’è del talento di fondo si può iniziare da qualunque parte, ma indiscutibilmente il talento ci vuole e a volte avere una bella voce non significa per forza avere del talento. La cara e vecchia gavetta, fatta di live e divani scomodi, aiuta di certo a farsi le ossa. Non parteciperei ad un talent solo perché non è il mio mondo, ma non per questo credo che siano da buttare. Suppongo che negli ultimi anni abbiano anche in qualche modo aiutato una certa discografia a stare in piedi. Tutto sommato se a qualcuno piacciono un motivo c’è.

Ecco alcune immagini di Zibba.