La bellezza di un palazzo italiano del Settecento. Un luogo teatrale dell’anima, che riprende vita e tenta di risorgere, nonostante le incurie e l’incedere del tempo. È questo lo spirito della scenografia della 64esima edizione di Sanremo, firmata per la seconda volta nella storia del Festival, dopo l’anno scorso con Francesca Montinaro, ancora da una donna: Emanuela Trixie Zitkowsky.

La scenografia interpreta con la sensibilità della scenografa il tema centrale di questa edizione: la bellezza. E la declina rappresentando un palazzo italiano del Settecento solo apparentemente abbandonato, dove ancora abitano armonia, eleganza e ricordi di fasti lontani.

“La Bellezza – spiega la scenografa – è il risultato di un compendio di armonie. Per Platone il bello è ciò che offre all’occhio e alla mente proporzione e armonia, ordine e misura, in modo che la varietà degli elementi si disponga in gradi e si componga in un tutto plasmato e ordinato. Per Aristotele gli elementi del bello sono: l’ordine, la proporzione, il limite; la fonte del bello è nel senso innato del ritmo e dell’armonia e nell’istinto d’imitazione, raffinato da due facoltà: vedere le cose con chiarezza e rappresentarsele con perfetta obiettività. È pertanto impossibile averne la formula scientifica, solo l’Arte ci può aiutare con le armonie architettoniche, pittoriche e scultoree”.

Emanuela Trixie Zitkowsky curerà anche la scenografia e l’allestimento della nuova casa del Grande Fratello distrutta dall’incendio di qualche mese fa come da lei stesso raccontato a Barbara D’Urso durante una puntata di Pomeriggio Cinque.