Grande attesa per la prima serata del Festival di Sanremo (qui troverete il programma completo serata per serata). La prossima settimana inizierà il 64esimo festival della canzone italiana e oltre ai Big in gara, com’è ormai consuetudine, vedremo sul palco anche le giovani promesse della musica del nostro Paese (clicca qui per leggere l’elenco completo dei cantanti in gara). Una delle Nuove Proposte di quest’anno è Filippo Graziani, giovane cantautore romagnolo che si presenterà con il brano “Le cose belle”.

Filippo ha un cognome importante. Figlio di Ivan Graziani, è nato e cresciuto a Rimini, in un ambiente pieno di musica, suoni, canzoni e di artisti. Dopo alcuni anni dalla morte del padre, inizia con impegno a mettere le mani sulla chitarra e percepisce subito la sua grande affinità con questo strumento. Ha diviso il palco con grandi interpreti della musica italiana e aperto concerto di artisti internazionali e tra pochi giorni lo vedremo esibirsi sul palco dell’Ariston.

Leonardo.it lo ha incontrato ed ecco cosa ci ha rivelato Filippo poco prima della sua grande avventura a Sanremo (Ligabue sarà uno degli ospiti del Festival, leggi qui la news).

Che emozione hai provato quando hai saputo di partecipare a Sanremo? 

Me l’ha comunicato mia mamma al telefono. Io ero in macchina e stavo andando al lavoro quando lei mi chiama e mi dice: “Ti hanno preso” e io “Dove?”. Ci ho messo un po’ a realizzare che mi avevano scelto davvero. E’ una sensazione troppo difficile da spiegare, cose come questa sono uniche.

Che sensazione si prova a cantare sul palco dell’Ariston?

E’ un momento molto particolare. Ero lì, mi sono trovato su questo palco storico con alle mie spalle il Maestro Beppe Vessicchio. Questo mi  ha fatto capire “Sono davvero a Sanremo”. Che emozione fortissima! In realtà devo confessare che il teatro è piccolino, visto in televisione sempre molto più grande, ma quella che mi ha dato è stata un’emozione immensa.

Gareggerei con la canzone “Le cose belle” che è tutt’altro che una canzone d’amore. Qual è la storia che sta dietro al testo?

Non è una canzone d’amore tradizionale, è vero, ma ci si può trovare l’amore per la mia generazione, quella che è stata un po’ “maltrattata”. La canzone è nata nel periodo in cui mi sono trasferito da Rimini a Milano; stavo cambiando vita e mi sono reso conto di tutte le difficoltà che mi circondavano e che le reali possibilità che avevo, anche per colpa della crisi, erano davvero poche. Mi sono fermato e ho riflettuto su cosa si poteva fare per migliorare la situazione.

L’intervista con Filippo prosegue subito dopo il video di “Le cose belle”.

“Se le promesse che ci hanno fatto ci hanno fatto rimanere sotto sono disilluso e so cosa fare”. E’ una frase abbastanza forte. A chi ti rivolgi quando la canti?

Mi rivolgo alla mia generazione. E’ un modo di incoraggiarci, come a darci una pacca sulla spalla. Però mi rivolgo soprattutto alle generazioni passate, quelle che hanno gestito male il nostro Paese, a quei personaggi che economicamente ci hanno messo in ginocchio. Hanno rovinato tutto e l’unica domanda che mi pongo è “Noi ora come facciamo?”. Concludo la strofa con “Sono un pirata”, perché se devo essere in mezzo al mare io navigo, ma voglio farlo come dico io.

“Le cose belle” è anche il titolo del tuo primo album di inediti. Come hai vissuto l’esperienza di pubblicare questo disco?

E’ il mio esordio. E’ stato un parto a dire il vero. L’ho scritto negli ultimi 5 anni della mia vita e racchiude veramente tante fasi diverse di quello che è stato il mio percorso. In un certo senso è stato come un esorcismo, mi ha davvero liberato da quello che avevo dentro. Al tempo stesso è stato difficile omogeneizzare i brani e renderli compatibili per metterli tutti in un disco. Il risultato finale mi piace e credo di averne amalgamato bene tutti gli ingredienti. Ha tante sfaccettature musicali, tanti piccoli universi, ognuno dei quali riprende i mondi che più mi appartengono.

Quanto ha contato la figura di tuo padre nella tua formazione artistica?

Quando c’era ancora mio padre io non suonavo ancora. Ho intrapreso questo cammino dopo aver scoperto alcuni lati del mio carattere confrontandomi con persone che lavoravano con lui. Ho ritrovato mio padre nelle canzoni, ed è stato lì che mi sono reso conto di quello che era davvero mio padre. E’ stata una fortuna per me e che penso sia un piacere avere un genitore così. 

Chi altro ti ha influenzato artisticamente?

Il personaggio che più mi ha ispirato è stato Pepi Morgia, un grande regista che ha lavorato con numerosissimi artisti mondiali, da David Bowie a Fabrizio De André. Mi ha dato veramente tanto umanamente e professionalmente.

Hai aperto i concerti di molti big della musica italiana e hai diviso il palco con Zakk Wylde, il chitarrista di Ozzy Osbourne. Cos’ha significato per te introdurre sul palco un artista di questo calibro?

E’ stato davvero surreale. Era la sua unica data in Italia e l’Alcatraz era pieno di gente. Io e il mio gruppo stavamo aprendo il concerto di un dio del rock. Il panico, in quella situazione, era normale. La cosa più entusiasmante è stato il fatto che sono stati proprio loro a sceglierci. Ricordo con gran piacere il momento in cui ci siamo visti nei camerini. Zakk ci ha abbracciati e salutati tutti, un momento davvero unico. E’ un signore e davanti al suo gesto sono rimasto disarmato. 

Verrai diretto dall’orchestra di Beppe Vessicchio. Che opinione professionale hai di lui?

E’ una persona davvero piacevole, calma, che ti tranquillizza. Inoltre, vista la sua esperienza professionale, ti senti più sicuro anche sul palco. Per me ha fatto un lavoro straordinario.

Oltre alla musica che altre passioni hai?

Prima tra tutte il pugilato. Mi aiuta ad essere una persona equilibrata nella vita. Purtroppo, però, è uno sport che pratico solo amatorialmente. La mia seconda grande passione è la natura. Amo l’Abruzzo, è il mio paese d’origine. Sono nato e cresciuto a Rimini ma il mio sangue viene da lì. A parer mio è la regione più bella che abbiamo in Italia.

Se dovessi vincere Sanremo a chi dedicheresti questo grande trionfo?

E’ un’ipotesi talmente “particolare” che non parei che dire. Sicuramente la dedicherei alla mia famiglia, ma se dovesse mai succedere avrò una lista bella lunga di persone da ringraziare per il supporto che mi hanno dato in tutti questi anni.

Leggi anche l’intervista a Zibba, cantante in gara con Filippo Graziani tra le nuove proposte.

Ed ecco anche una fotogallery con le immagini più belle di Filippo e la copertina del suo album “Le cose belle”.