Renzo Rubino sarà in gara tra i giovani al 63° Festival di Sanremo con il brano “Il postino (amami uomo)” la storia vera di un uomo che lascia famiglia, casa e lavoro per inseguire il suo sogno d’amore per un altro uomo.

 Il 14 febbraio esce il suo primo album “Poppins”  (Atlantic/Warner Music) con un chiaro riferimento anche nella foto di coperitna alla tata inglese più famosa del mondo, Mary Poppins. Il disco infatti viene visto come la valigia della magica baby sitter: un contenitore di tante idee, emozioni, ricordi, storie vere racchiuse in 12 canzoni.

Renzo Rubino, classe 1988, nato a Martina Franca (Taranto) , proviene da Area Sanremo e sul palco dell’Ariston con lui ci sarà anche il Tenore David Righeschi. La produzione artistica è di Andrea Rodini e il brano sanremese vanta la collaborazione di Marcello Faneschi, arrangiatore, direttore d’orchestra e amico di Domenico Modugno. L’arrangiamento del singolo traccia il percorso musicale dell’intero album “Poppins”, si spazia da accenti pop a impronte classiche: chitarra-basso-batteria interagiscono con gli archi e il pianoforte di Rubino.

Proprio gli archi impreziosiscono quasi tutte le tracce di “Poppins”, fino alla finale “L’altalena blu” dove la passione di Rubino per il mondo classico prende forma compiuta nella melodia che si regge esclusivamente su pianoforte, arpa, vibrafono e quartetto di archi. Mondi sonori paralleli convivono armoniosamente in una galassia musicale dove trovano spazio la suggestiva tromba di Fabrizio Bosso in “Milioni di scintille”, l’impronta blues del brano “Il tempo del rock”, il pop elettrico di “Paghi al kg”, l’intreccio di archi e percussioni dell’onirica “L’ape il toro e la vecchia” e la melodia stile anni Trenta di “Lulù”.

Ironia a fior di pelle in “Zoom” che ricorda il naufragio della Costa Concordia sull’Isola del Giglio, e nel brano “Pop”, che sfida l’ascoltatore a riconoscere tutte le frasi di canzoni famose che compongono il testo. Tutto parte dall’imperativo categorico di molti discografici: “devi fare una canzone pop!”. E dalla domanda che assilla Rubino e altri suoi colleghi: “ma che cazzo è sto pop?”.

Emozioni e ricordi familiari nelle prime tracce del cd dove la nonna materna ha ispirato “Balletto telefonico”. L’amore è il fulcro anche della pasoliniana “Eri bellissima” e della cover “Milioni di scintille” di Domenico Modugno. L’album “Poppins” si chiude con “L’altalena blu” sull’importanza della memoria. 

Renzo Rubino ha sempre avuto modelli alti che spaziavano da Domenico Modugno a Ray Charles, fino a Michael Jackson, passando per la scrittura di Lucio Dalla, Sergio Endrigo e Piero Ciampi e più tardi Enzo Jannacci, un “amore a seconda vista” da lui considerato un genio assoluto.

Per far ascoltare le sue canzoni a soli 16 anni ha finto di essere il pianista londinese Mister V per partecipare a un festival di musicisti di strada organizzato dal padre, esibendosi in piazza con un costume teatrale, capelli finti e una maschera per nascondere il viso a parenti e amici.

A 20 anni Renzo ha venduto tutto quello che possedeva per trasferirsi a Ravenna. Pronto a qualunque sacrificio in nome della musica, ogni giorno andava a Milano per frequentare i corsi del CPM. A 21 anni ha conosciuto il suo attuale produttore artistico Andrea Rodini. Infine Renzo Rubino ha conquistato la stima di critica e pubblico con le sette tracce (sei inediti e una cover di Modugno) del cd “Farfavole” pubblicato nel 2011 che contiene il brano “Bignè” con cui ottiene il suo primo riconoscimento importante con la vittoria di Musicultura 2011, è risultata la canzone più votata dagli ascoltatori di Radio 1 Rai. E poi la sua partecipazione ad Area Sanremo.

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