Il suo vero nome è Lorenzo Cilembrini, ma è noto a tutti come Il Cile. Cantautore toscano, si è imposto nella scena musicale italiana grazie alla hit “Cemento Armato”, trasmessa in altissima rotazioni da tutte le radio durante la scorsa estate. Poi è stata la volta del singolo Il mio incantesimo anche questo contenuto nel suo primo album “Siamo morti a vent’anni” che è anche il titolo del terzo singolo uscito ai primi di settembre. Il cd contiene  9 inediti  ed è il frutto di  un lungo lavoro pieno di passione al fianco di Fabrizio Barbacci noto produttore di lungo corso (Negrita, Ligabue).

A febbraio Il Cile approda al Teatro Ariston nella categoria Giovani del Festival di Sanremo 2013, targato Fabio Fazio, con la canzone “Le parole non servono più” uscita in questi giorni in radio.

Lo abbiamo incontrato per una piccola intervista ed ecco cosa ci ha raccontato:

1 ) Raccontati in poche battute ai nostri lettori.

Sono un cantautore aretino che da anni sognava di unire rock,immaginario letterario e la propria vita  in musica e parole.Credo di esserci riuscito col mio primo album dal titolo “siamo morti a vent’anni” e mi gratifica fortemente la connessione che il mio lavoro ha trovato con il pubblico.

2) Cosa significa per te il traguardo Sanremo?

Un altro sogno che si realizza, in quanto è la vetrina storica dove si colloca la canzone nazionalpopolare una volta all’anno, con echi di ampio raggio verso gli ascoltatori.Cerco quindi come sempre di portare la mia anima artistica e umana su quel palco, conscio di raggiungere milioni di spettatori.

3) Come è nata la canzone con cui gareggi al festival ?

Come sempre da riflessioni autobiografiche e tormentate: l’assimilare una perdita sentimentale all’epoca rilevante ma per una volta tentando di lasciare un messaggio di addio senza rancori nè dolore, ma con un insieme di immagini che in fondo non sono altro che bei ricordi, sospesi in un contenitore onirico e rarefatto.

4) Da Cemento Armato in qua sappiamo parecchie cose di te: ma prima di quella canzone quale è stato il tuo percorso artistico e quali i punti di riferimento?

Un lungo lavoro in studio sia con produttori che con musicisti al fine di realizzare demo all’altezza dei miei gusti, fino al mio approdo sotto l’ala protettrice di Fabrizio Barbacci che ha saputo trasformare con l’ausilio di Paolo Alberta e Guglielmo Ridolfo Gagliano i miei brani in pezzi della mia identità musicale in fatto di strutture,arrangiamenti e vesti melodiche.

5) Se dovessi vincere la Categoria Giovani 2013, a chi dedicheresti la vittoria?

A un caro amico che adesso sta passando un momento difficile che  svolge anche un ruolo cruciale nella mia vita lavorativa.

Un grazie a Lorenzo ed a Emanuela Redaelli (Universal)