Inauguriamo oggi la serie di interviste ai Giovani che prenderanno parte al Festival di Sanremo 2013 con alcune domande ad Antonio Maggio, cantante pugliese già molto conosciuto per aver fatto parte del gruppo degli Aram Quartet vincitori della prima edizione di X Factor.

Antonio Maggio sarà in gara alla 63° edizione del Festival della Canzone Italiana nella Sezione Giovani, con il brano “Mi servirebbe sapere” che farà parte dell’album d’esordio

Antonio Maggio vive a Squinzano (Lecce). Dopo aver studiato musica per anni, si fa conoscere dal grande pubblico partecipando alla finalissima del “Festival di Castrocaro Terme – Voci e volti nuovi”. Nel 2007 avvia il progetto Aram Quartet, inedita vocal band che vince nella prima edizione di “X Factor”, aggiudicandosi un contratto discografico con Sony-BMG. Nel 2010, dopo lo scioglimento della band, Antonio decide di proseguire la sua carriera musicale da solista, pubblicando nel 2011 il suo primo singolo “Inconsolabile” e firmando un contratto con la Rusty Records, diretta da Maurizio Rugginenti e curata artisticamente dal produttore Davide Maggioni. Nello stesso anno si presenta a Sanremo Social con il brano “Nonostante tutto”, che diventa uno dei favoriti dalla critica e che Antonio presenta nel corso dell’estate in tour in diversi club e festival.

Ringraziamo Antonio e il suo contatto stampa per averci concesso questa intervista prima della partenza per il Festival.

Ecco cosa ci ha raccontato:

1 ) Raccontati in poche battute ai nostri lettori

Antonio Maggio è un aspirante cantautore che spera di vivere di musica e che scrive le proprie canzoni basandosi su ciò che vive, vede e sente.

2) Cosa significa per te il traguardo Sanremo?

Sanremo é il palco più prestigioso in Italia e credo che ogni ragazzo che si avvicina alla musica abbia come sogno nel cassetto quello di salire anche solo una volta sul palco dell’Ariston. Io sono fortunato in questo.

3) Come è nata la canzone con cui gareggi al festival ?

“Mi servirebbe sapere” è nata meno di un anno fa, in un momento in cui riflettevo su quanto sia rischioso fare delle scelte. E’ quindi la canzone di tutti i giorni, parla del quotidiano e delle scelte più o meno importanti che tutti siamo costretti a prendere nella vita, scelte che non sappiamo mai a priori se saranno giuste o sbagliate, se rappresentano il bene o il male. E forse in fondo piace un po’ a tutti avere il brivido dell’incertezza, perché in fin dei conti c’è un pizzico di masochismo, spesso nascosto, in ognuno di noi.

4) Il tuo percorso artistico fin qui è noto: cosa cambieresti e quali sono oggi i tuoi punti di riferimento musicali?

Non cambierei nulla di quanto fatto nella mia vita. La persona che sono oggi è il risultato di tutte le esperienze fatte finora, come un puzzle che si completa col tempo. E tutte le persone che mi hanno accompagnato nel mio percorso sono state, nel loro piccolo, fondamentali nella mia formazione.

5) Se dovessi vincere la Categoria Giovani 2013, a chi dedicheresti la vittoria?

Innanzitutto alla mia testa dura, senza la quale non sarei andato da nessuna parte. Poi alla mia famiglia che mi ha sempre assecondato e mi è stata vicino. E infine, non certo per ordine di importanza, alla Rusty Records e alle persone con le quali ho costruito questo mio nuovo progetto.