Samba segna il ritorno di Olivier Nakache ed Eric Toledano alla regia dopo il clamoroso successo mondiale di Quasi amici – Intouchables. Il detto “squadra che vince non si cambia” evidentemente vale anche in Francia e così i due registi hanno rivoluto insieme a loro il protagonista della loro precedente fortunata pellicola, Omar Sy.

I tre sono tornati a lavorare insieme in Samba, film in uscita nelle sale italiane il 23 aprile. Dopo il tema della malattia, affrontata con leggerezza e grande umorismo in Quasi amici, questa volta con Samba Olivier Nakache ed Eric Toledano vanno a toccare un altro argomento delicato, quello dell’immigrazione.

In Samba insieme a Omar Sy, il simpaticissimo protagonista di Quasi amici, ci saranno Charlotte Gainsbourg, reduce dal controverso Nymphomaniac di Lars von Trier, e Tahar Rahim, attore francese di origini algerine lanciatissimo grazie alle sue ottime interpretazioni ne Il profeta e Il passato e attualmente presente nelle sale italiane con Il padre.

In un’intervista concessa a Repubblica, i due registi Nakache e Toledano scherzano a proposito del grande successo internazionale del loro attore feticcio Omar Sy, ormai sbarcato a Hollywood: “Conosciamo Omar dal 2001, l’unica differenza è che ora gli parliamo in inglese. Ora che lavora con Bradley Cooper e farà il prossimo film di Ron Howard con Tom Hanks ci aspettiamo che sia lui a portarci a Los Angeles”.

Riguardo al tema degli immigrati irregolari affrontato con umorismo nel loro nuovo film Samba, i registi dichiarano: “Il cinema può fare domande, interrogare la società. Storici, sociologi, psicologi ognuno ha la sua funzione, qualcuno ha il compito di portare risposte, noi dobbiamo sollevare dei quesiti. Dobbiamo parlare di questi “invisibili” che non si sa se esistono veramente oppure no. Esistono se si scende in fondo alle cucine dei ristoranti, nei centri di smistamento dell’immondizia, nei cantieri edili, sulle impalcature. A svolgere mestieri difficili. Ciò che è importante è descrivere il loro mondo, possibilmente con un po’ di umorismo.”