Sàmara” è il primo lungometraggio del regista italiano Massimo D’Orzi, che fin’ora si era cimentato con ottimi risultati con il documentario (“Adisa o la storia dei mille anni” del 2004 e “Ombre di luce”del 2012).

Il protagonista del film è Luis (Filippo Trojano), di professione saltimbanco, che decide di attraversare la foresta per arrivare fino a Sàmara, la città in cui dovrebbe veder realizzata la sua carriera artistica e la sua felicità.

Durante il viaggio Luis incontra degli strani personaggi, prima la poetessa persiana interpretata da Jale Tasir Nafas e uno strano mago, Jean Francois Fardulli. Il suo viaggio inizia a prendere una piega diversa, da cammino solitario in cerca della felicità si trasforma in un lungo percorso che mette in discussione i punti cardine della sua vita, soprattutto dopo l’incontro con altri due personaggi: Rosita (Federica Pulvirenti) e Morito (Denis Bejzaku).

Il regista si è servito di un cast internazionale, con attori provenienti d diverse parti del mondo (Italia, Africa, Russia, Iran), per dare corpo al viaggio interiore di ognuno, con le sue certezze e le sue paure. Il viaggio qui è inteso come percorso interiore, non come mero strumento per il raggiungimento di una meta, un percorso che si svolge dentro e fuori dall’essere umano e che può portare anche a trovarsi di fronte una meta che si presenta molto diversa da come si era immaginato.

Al cinema dal 19 marzo.