L’ultimogenita di Al Bano Carrisi e Romina Power sembra voler seguire le orme artistiche dei genitori, ma in un differente campo. Non la musica o la televisione come mamma e papà, bensì la poesia. Romina Carrisi ha infatti appena presentato il suo libro “Se solo fossimo altrove”.

Si tratta di una raccolta di poesie in cui la figlia d’arte si racconta. Alla presentazione del libro alla Libreria Settembrini, nel quartiere Prati di Roma, Romina Carrisi ha spiegato: “Queste poesie esprimono me stessa e ho voluto renderle pubbliche perché da un po’ di tempo mi piace guardare le persone per quello che sono dentro realmente, per la loro bellezza interiore”.

La 28enne Romina Carrisi ha poi rivelato il pubblico a cui si rivolge il suo libro di poesie “Se solo fossimo altrove”: “Agli animi sensibili ai romantici, a chi ancora cerca l’amore e vuole viverlo”.

Tra quelli che sono ancora in cerca dell’amore sembra ci sia anche lei. In un’intervista a Tgcom24, Romina Carrisi ha parlato della sua vita sentimentale, dichiarando: “Dopo tanti appuntamenti inutili con dei ragazzi americani, uno peggio dell’altro, volevo ironizzare sulla mia situazione sentimentale difficile. Ho cercato di trasformare le cose negative in positive. Ora c’è un progetto di trasformare gli sketch in una serie tv, stile Camera Cafè…”.

Romina Carrisi confessa però di non essere alla ricerca di un fidanzato: “In realtà no, quella che mi manca è una fonte di amore. Ho imparato a stare da sola. L’amore mi deve elevare e migliorare. Una cosa è certa, il fidanzato lo voglio simpatico, mi deve far ridere… Meglio se è italiano…”.

La raccolta di poesie si ispira proprio alla fine di un amore: “Per queste poesie ho un muso ispiratore: il mio ex fidanzato”.

Alla presentazione del libro, Romina Carrisi ha inoltre rivelato le sue altre fonti d’ispirazione: “La mia grande ispiratrice è Alda Merini, l’adoro, per me è una donna meravigliosa, anche un modello ineguagliabile di bellezza. E poi leggo il poeta turco Nazim Hikmet e tra gli americani mi piace Charles Bukowski perché racconta la realtà cruda, una normalità straordinaria, mai banale”.