Arriva nelle sale questo venerdì (30 marzo) l’attesissimo film di Marco Tullio Giordana Romanzo di una strage”.

Un film che vuole riportare alla memoria i fatti che hanno sconvolto il nostro paese all’inizio degli anni ’70, troppo spesso dimenticati dai libri di storia.

E l’intenzione del regista, che già si è confrontato nelle sue pellicole su temi difficili e attuali, è proprio questa: far conoscere a chi in quegli anni non c’era quello che è successo, far vedere ai più giovani cosa è successo e quali erano i segreti e i giochi di potere che in quel periodo dominavano sull’Italia.

Un’idea che nasce da un articolo scritto da Pier Paolo Pasolini (“Cos’e’ questo golpe? Il romanzo delle stragi” del 1974) e scritto a sei mani dal regista Giordana con Sandro Petraglia e Stefano Rulli.

Il film ripercorre, senza retorica, la storia che va da quel tragico giorno di dicembre in cui una bomba uccise diciassette persone  a Piazza Fontana per arrivare all’assassinio del Commissario Calabresi tre anni dopo.

Una pellicola che dimostra che anche in questa epoca in cui sembra che gli ideali politici e sociali siano stati rimpiazzati da una corsa alla ricchezza che non si preoccupa di cosa e di chi viene lasciato indietro, è necessario parlare di ciò che è stato, ciò che fa inesorabilmente parte del nostro corredo culturale, per capire realmente chi siamo.

Un film che non ha una fine, ma che lascia nello spettatore la sensazione che ci sia ancora qualcosa da sapere o da scoprire.

Dedicato a chi, purtroppo e per fortuna, non ha vissuti quei tragici eventi ma che vuole, e deve, saperne di più.