È il 12 dicembre 1969 quando a Milano scoppia una bomba che distrugge la Banca Nazionale dell’Agricoltura, provocando diciassette morti. Poco dopo altre tre esplosioni a Roma.

È la Strage di Piazza Fontana, l’inizio di quelli che saranno definiti gli Anni di Piombo, un periodo buio per l’Italia, stretta nella morsa della violenza.

Il film “Romanzo di una strage” di Marco Tullio Giordana ricostruisce questi tragici eventi e le indagini che ne sono seguite. Un lavoro durato per più di cinque anni che tenta di fare luce su un fatto drammatico del quale ancora, nonostante il tempo trascorso, non si sono trovati i colpevoli.

Una grande prova del regista milanese, che già ha già girato pellicole incentrate su temi di attualità, come “I cento passi” e “La meglio gioventù”. In questa pellicola Giordana affronta alcuni dei passaggi legati alla Strage di Piazza Fontana sui quali ancora, nonostante il lunghi anni di indagine, non si è fatta chiarezza.

A dare il volto ai personaggi della vicenda un cast di grandi attori italiani: Valerio Mastandrea è il Commissario Luigi Calabresi, assassinato qualche anno dopo la strage, Pierfrancesco Favino interpreta l’anarchico Giuseppe Pinelli, che, accusato di essere l’esecutore della strage, morì misteriosamente precipitando da una finestra della Questura di Milano.

Tra gli altri interpreti anche Laura Chiatti (Gemma Calabresi), Fabrizio Gifuni (Aldo Moro), Luigi Lo Cascio (Giudice Ugo Paolillo) e Giorgio Tirabassi (Il Professore).