Roman Polanski potrebbe rischiare l’estradizione negli Stati Uniti: lo stesso regista, padre di numerosi film di grandissimo successo come “Il Pianista” e “Rosemary’s Baby”, potrebbe tornare nel paese dove è ricercato dalla giustizia dal 1977.

Su di lui penderebbe un’accusa non da poco secondo la quale lo stesso risulterebbe colpevole di aver avuto dei rapporti sessuali con una donna allora minorenne, di tredici anni, durante un servizio fotografico a Los Angeles tra champagne e droghe, culminata con la “fuga” del regista dal paese. Una giustizia, quella americana, che l’ha rincorso anche negli ultimi anni, con un fermo in Svizzera nel 2009 dopo che lo stesso Polanski si era recato a Zurigo per ritirare un premio, per essere poi rilasciato l’anno successivo concedendogli di tornare nella sua casa in Francia.

La stessa giustizia che non demorde e mentre il regista si trovava in Polonia per dirigere uno dei suoi film avrebbe inviato anche una richiesta d’arresto, rifiutata dal pubblico ministero polacco.  Tuttavia, una nuova richiesta di estradizione è stata avanzata nei confronti del regista, mentre lo stesso si trovava nel paese per girare il suo ultimo film sull’affare Dreyfus: per questo motivo, secondo quanto dichiarato dal suo avvocato Jan Olszewski, lo stesso regista – che possiede ben due cittadinanze, una francese e una polacca, e che oggi ha raggiunto la veneranda età di 81 anni –  sarà presente il 25 febbraio, a Cracovia, per testimoniare davanti alla corte.

Se bene nel 2010 la giustizia polacca avesse dichiarato che una richiesta del genere non poteva essere praticata poiché per la stessa legge del paese erano passati fin troppi anni dall’accusa, nel caso in cui invece verrà fatta una delibera a favore di questa – se bene sono in molti quelli a favore del regista, considerato come una leggenda nel paese -, la decisione finale spetterà poi al ministro della giustizia.