Il livello è internazionale, anzi mondiale. Gli ospiti provengono da moltissimi paesi del mondo. Il mondo è quello del cinema che, per l’ennesima volta, fa visita a Roma. E l’Italia è pronta a fare gli onori di casa aprendo le “porte” dell’Auditorium, con una serie di personaggi degni di nota e incaricati di ruoli importanti. 

Tra questi c’è Francesco Bruni, regista di Scialla!, il quale guiderà la giuria di Prospettive Italia, importante vetrina dei film nostrani che, dopo l’inaugurazione avvenuta con il docu-film Carlo! (dedicato a Verdone da Ferzetti e Giagni) aprirà i battenti con concorso. Il primo film in gara? La scoperta dell’alba di Susanna Nicchiarelli, tratto dal romanzo di Walter Veltroni, l’uomo che sei anni fa inventò di sana pianta il Festival di Roma.

In giuria ci sarà L’attore Matthew Modine selezionato tra gli esperti che premieranno la migliore opera prima.

Diamo uno sguardo complessivo ai film del Festival. Marco Müller è riuscito a portare a Roma le 60 anteprime mondiali che aveva promesso. Tra queste, due terzi dovrebbero essere opere prime e seconde. Ognuna sogna il Marc’Aurelio d’oro ma in pole position ci sono andare quattro film americani, due francesi e alcuni film italiani. Quali?

Alì ha gli occhi azzurri di Adriano Giovannesi, La pelle di un’altra di Pappi Corsicato, E la chiamano estate di Paolo Franchi, con Jean-Marc Barr e Isabella Ferrari.

Nel fine settimana ci sarà spazio per due film di richiamo: Pupulaire, regia del francese Régis Roinsard, e Mental, commedia familiare esilarante girata dall’australiano J.P. Hogan.

La madrina del Festival potrebbe essere Claudia Pandolfi. Le sue carte sono tutte in regola. E’ romana, ha un’ottima verve, ed è bella e brava. Un solo problema: l’attrice è per tutte queste qualità piena fino al collo di impegni di lavoro e pertanto deciderà di accettare solo nei prossimi giorni.