Donald Trump è il grande trionfatore della corsa per le elezioni presidenziali statunitensi, almeno tra le fila dei repubblicani. C’è però chi non sostiene la sua corsa, all’interno del suo stesso partito così come tra i rappresentanti del mondo della musica. Tra chi non supporta la sua nomination ci sono anche i Rolling Stones.

Nel corso dei suoi comizi ed eventi elettorali, Donald Trump utilizza diversi brani musicali, in genere una cinquantina di minuti di musica suonati prima che salga sul palco e da lui personalmente selezionati, e tra questi ci sono anche alcuni pezzi dei Rolling Stones. Il gruppo britannico ha però intimato già più volte l’entourage del miliardario candidato alla presidenza degli Stati Uniti di non usarli, finora senza aver avuto un riscontro, e così è tornato alla carica.

I Rolling Stones hanno deciso di diffondere un comunicato stampa ufficiale in cui richiedono a Donald Trump di smetterla di utilizzare le loro canzoni. Tra i pezzi che il miliardario preferisce suonare c’è “Start Me Up”, sentita anche durante l’ultima vittoria in Indiana, ma nel corso degli eventi legati alla sua campagna elettorale, come ha fatto notare il magazine The New Yorker, sono stati usati altri loro celebri pezzi come “Sympathy for the Devil”, “Brown Sugar” e “You Can’t Always Get What You Want”, insieme a pezzi di altri artisti tra i preferiti di Trump come R.E.M., Elton John e Neil Young, oltre a brani tratti dalle colonne sonore de Il fantasma dell’opera e Cats.

Attraverso un comunicato diffuso da un rappresentante di Mick Jagger e soci si apprende che: “I Rolling Stones non hanno mai dato il loro consenso per usare le loro canzoni alla campagna di Trump”.

I Rolling Stones si vanno quindi ad aggiungere alla lista degli artisti che hanno negato a Donald Trump il permesso di utilizzare la loro musica, insieme ad Aerosmith, Adele, Neil Young e House of Pain.