Da sempre impegnato nel sociale – tantissimi i suoi concerti di beneficenza – Roger Waters sembra voler prendere una posizione netta nei confronti del presidente USA Donald Trump.

Non certo l’ultimo vip dello showbusiness a dichiarare la propria contrarietà alle politiche finora messe in atto dal tycoon, Waters però potrebbe essere in grado di mettere in scena una delle proteste più iconiche e calzanti di sempre.

L’ex Pink Floyd (recentemente celebrati a Londra) ha infatti annunciato un mastodontico tour da 54 date nel corso di cinque mesi e pare che una di queste potrebbe tenersi proprio davanti alla barriera al confine con il Messico che Trump intende allungare e fortificare per frenare l’immigrazione clandestina.

Inevitabilmente la colonna sonora del concerto non potrà che essere The Wall, il mitologico album dei Pink Floyd, da sempre portato in tour con scenografie colossali di grande impatto.

Waters, che non è nuovo alle proteste contro Trump (aveva infatti dedicato al candidato repubblicano la canzone Pigs), ha infatti affermato che “The Wall è ancora di grande attualità, soprattutto ora con Trump, le sue dichiarazioni sui muri e la sua abilità nel creare un clima di ostilità tra razze e religioni diverse. The Wall parla proprio di quanto sia pericoloso erigere mura sia in ambito personale che politico”.

Nel frattempo è stato annunciato via Facebook il suo nuovo album da solista, intitolato Is this the life we really want?, il quarto della sua carriera in solitaria. Ma non è impossibile che prima o poi arrivi anche la fatidica reunion dei Pink Floyd: Waters e Nick Mason si sono infatti espressi ultimamente sulla possibilità di alcuni concerti celebrativi.