Il Rocky Horror Show (il “Picture” lo si riserva all’opera cinematografica) ritorna a Milano dopo un’assenza di ben 10 anni e viene accolto con tutti gli onori.

Il debutto ieri al Teatro della Luna ha fatto infatti registrare un ottimo successo con applausi a profusione e standing ovation. A riportare nel nostro Paese lo spettacolo teatrale originariamente ideato da Richiard O’Brien nel 1973, e che due anni dopo sarebbe divenuto un film diretto da Jim Sharman, è stata l’internazionale agenzia BB Promotion GmbH.

Nella sede milanese il musical resterà fino al 20 maggio, per poi spostarsi al Ravenna Festival dal 22 al 24 e quindi continuare il proprio tour tedesco tra Colonia, Monaco, Hannover e Berlino.

Rigorosamente in lingua originale, lo spettacolo che gode della regia di Sam Buntrock festeggia così il 40° anniversario dell’uscita del film, all’inizio ignorato dai più ma velocemente diventato un cult per il suo carattere trasgressivo e la fenomenale capacità di imporsi come opera di liberazione sessuale gioioso e giocosa.

 

Inserito forse un po’ pretestuosamente nel programma degli eventi di Expo 2015, il musical avrà forse perso la sua carica trasgressiva, dato che molti dei suoi temi (dal fetish al travestitismo, passando per la transessualità) sono all’ordine del giorno, essendo stati inglobati dal panorama pop.

Tuttavia lo spettacolo ha stupito sia per la bravura degli interpreti, che hanno dimostrato grandi capacità recitative ed estensione vocale, sia per alcune libertà prese dal nuovo allestimento, a partire dalla presenza di un narratore che parla in italiano (o meglio, la lingua locale di ogni tappa), passando per costumi e aspetto fisico differente di alcuni personaggi e concludendo con li nuov arrangiamento di un pugno di canzoni.

Ma d’altro canto quello della libertà è proprio il tema principale del Rocky Horror Show e sarebbe stato un controsenso presentare una versione mummificata dell’originale firmato da O’Brien.