Rocco Siffredi lancia una petizione affinché nelle scuole italiane venga ufficialmente introdotto l’insegnamento dell’educazione sessuale. Un’iniziativa nata in occasione della Giornata Internazionale dell’Orgasmo – ideata dagli attivisti statunitensi Paul Reffell e Donna Sheehan in concomitanza con il Solstizio d’Inverno – per aiutare i giovani a essere più consapevoli sul fronte della sessualità, un argomento ancora oggi spesso marchiato come tabù.

L’attore ha scelto la piattaforma Change.org per lanciare un appello, indirizzato al Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, affinché le scuole si facciano carico dell’insegnamento dell’educazione sessuale ai ragazzi. Un compito che non può essere sottovalutato, così come sottolinea l’idolo dell’hard, poiché si rischia che la pornografia diventi fonte di apprendimento anziché piacevole intrattenimento. «La pornografia – spiega Siffredi – dovrebbe essere intrattenimento, ma in mancanza di alternative è diventata uno strumento di apprendimento, soprattutto tra i giovani. Secondo voi è normale? Il dialogo, l’ascolto, l’apertura mentale sui temi del sesso sono in Italia ancora lontani. Il sesso è in Italia ancora tabù, mentre in molti avrebbero bisogno di parlarne, aprirsi, essere ascoltati e ricevere risposte. Tanti giovani avrebbero voglia di soddisfare le proprie curiosità ma non sanno a chi rivolgersi».

Siffredi aggiunge come l’educazione sessuale, pur obbligatoria in gran parte dei paesi dell’Unione, non trovi un corrispettivo in Italia, Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia, Romania e Regno Unito. Sullo Stivale, inoltre, alle proposte che si sono susseguite nei decenni non ha fatto seguito una legge, un fatto che rischia di penalizzare la corretta formazione dei più giovani. Per questo l’attore e regista, di recente anche personaggio televisivo grazie alla sua partecipazione a “L’Isola dei Famosi”, si propone come promoter di un’iniziativa nelle scuole: «Ci metto la faccia e l’esperienza, offro la mia completa disponibilità a visitare le scuole italiane e a farmi promotore in prima persona di questa iniziativa. Perché proprio io? Perché faccio il mio lavoro da 30 anni e ho acquisito abbastanza esperienza per assicurare che quello che faccio io non è educazione sessuale, bensì altro, pornografia appunto».

Al momento della stesura di questo articolo, la petizione ha già superato i 20.000 sottoscrittori, a cui si è aggiunto un forte impatto virale sui social network. Non resta che attendere il prosieguo della vicenda, così come un’eventuale risposta dal Ministero.

Fonti: Ansa, Change.org