La politica italiana si interessa anche alle fiction, sopratutto quando sono targate Rai: l’ultimo caso del genere – ben poco apprezzato dai diretti interessati – riguarda il poliziesco Rocco Schiavone e il politico Maurizio Gasparri.

Il telefilm che va in onda su Rai 2 e che vede protagonista Marco Giallini (Perfetti sconosciuti, Tutta colpa di Freud, A.C.A.B.) ha infatti scatenato la furia del senatore di Forza Italia, il quale dopo appena due puntate si è scagliato contro il personaggio nato dalla penna di Antonio Manzini.

Oggetto del contendere sarebbe la corretta rappresentazione della figura del poliziotto: Schiavone è infatti ben poco inclina al politicamente corretto e assume atteggiamenti ribellistici, spesso in contrasto con la burocrazia giudiziaria, e forse è addirittura apertamente di sinistra.

Ma sopratutto il commissario viene criticato da Gasparri (e da Carlo Giovanardi e Gaetano Quagliarello, che insieme al collega hanno chiesto un’interrogazione parlamentare) in quanto inaugura ogni giornata con uno spinello.

Il servizio pubblico non può erigere a modello comportamentale questo qui che ruba droga e si fa le canne. Alfano mi ha detto che non ne sa nulla, ma siccome la Andreatta ha detto che i copioni sono stati fatti leggere alla polizia, chi li ha letti?”, ha chiesto retoricamente Gasparri.

Altrettanto inferocito pare essere Giovanardi che parla di “una tv di Stato, pagata dai contribuenti” che “esalta la figura di un ladro, corrotto, corruttore, procacciatore di prostitute, una roba da almeno 20 anni di carcere”, concludendo che “è vergognoso mandare questo farabutto sulla Rai, questo corrompe il poliziotto vicino a lui, gli fa dare quattromila euro. Poi si fa i cannoni, ma come si fa? Ma vi immaginate se persone con le armi possano fare uso di sostanze stupefacenti? E poi in Italia vengono criminalizzati dei poliziotti che non hanno fatto assolutamente nulla”.

In tutto le puntate previste della fiction Rocco Schiavone sono sei, ma l’ipotesi di un’interrogazione parlamentare potrebbe seriamente mettere in pericolo la loro futura messa in onda, per quanto sia già stato registrato un certo calo di ascolti tra il primo e il secondo episodio, sintomo forse della non eccessiva influenza del prodotto televisivo sulle masse di spettatori.