Oggi, 11 agosto, ricorre un anno esatto dalla prematura scomparsa di Robin Williams, volto, voce e anima di decine di personaggi indimenticabili. Idolo di grandi e piccini, l’ attore soffriva da tempo di una grave forma di depressione, solo tardivamente riconosciuta come ‘Demenza da corpi di Lewy’, una malattia neurodegenerativa che provoca disturbi quali insonnia, attacchi d’ ansia, paranoia e che spiega le continue oscillazioni tra stati di lucidità e confusione che hanno caratterizzato gli ultimi mesi di vita del grande attore, morto suicida l’ 11 agosto 2014, nella sua casa di Tiburon, in California.

La sua scomparsa ha lasciato un grande vuoto. “Ci ha fatto ridere, ci ha fatto piangere, ha donato il suo incommensurabile talento a chi ne aveva più bisogno” lo ha ricordato il presidente Barack Obama all’ indomani della morte. Tra i suoi film più amati: “Good Morning Vietnam” (1988); “L’ attimo fuggente” (1989) dove ha vestito i panni dell’amato professor John Keating; “ La leggenda del re pescatore” (1991); “Hook – Capitan Uncino” (1991), diretto da Steven Spielberg; il divertentissimo “Mrs. Doubtfire” (1993); “Jumanji” (1995); “Will Hunting – Genio ribelle” (1997) che gli valse l’ oscar come migliore attore secondario; e ancora lo struggente “Al di là dei sogni”( 1998); “Patch Adams” (1998) e “L’ uomo bicentenario” (1999)”.

Nato a Chicago, nello stato americano dell’ Illinois, il 21 luglio del 1951, Robin avrebbe da poco compiuto 64 anni. Con il suo talento, l’ ironia e la delicatezza che lo hanno da sempre contraddistinto, ha segnato la storia del cinema mondiale e un’ intera generazione di bambini, che tra gli anni Ottanta e Novanta, sono cresciuti  insieme ai suoi personaggi. Quegli stessi bambini che, ormai cresciuti e non più tra i banchi di scuola, hanno comunque voluto salutare la sua partenza in piedi su tavoli e scrivanie, come lo stesso Robin ha insegnato loro in L’ attimo fuggente.

“Oh capitano, mio capitano”, ti porteremo nel cuore.