Una di quelle mattine no, una di quelle mattine estive in cui senti che c’è qualcosa che non va nell’aria, è come pesante, rarefatta, percepisci al tuo risveglio che è successo qualcosa e quel qualcosa è lì che ti aspetta quando prendi il tuo smartphone per vedere cosa è successo nel mondo e ti trovi travolta da una notizia orrenda, che non ti riguarda poi da così vicino, ma che ti stravolge comunque: la morte del tuo attore preferito. Robin Williams è morto durante la notte appena trascorsa, nella sua casa, soffriva da tempo di depressione, probabilmente un suicidio (qui i dettagli sulla vicenda).

E il mondo ti sembra improvvisamente un posto bruttissimo, tu ti senti irrimediabilmente una stupida che piange per un attore, per una persona mai vista, per una di quelle persone che se avessi incontrato almeno una volta nella vita, non avresti resistito a corrergli incontro a braccia aperte per stringerlo a te. Uno zio. Ecco cosa era Robin per tanti ragazzi della mia età provenienti da tutto il mondo. Lo zio scapolo perennemente giovane con il quale giocare, divertirsi, ma anche apprendere il vero significato della vita, quello profondo che solo uno come lui, genio e follia, può trasmetterti.

Scorro la timeline di Twitter dove tra le tendenze ci sono solo hashtag a lui dedicati, poi passo sulla bacheca di Facebook popolata da citazioni tratte dai suoi film, tanti #RIPRobin, bellissime immagini che lo ritraggono con il suo sorriso gentile. Poi scorgo uno status, mia cugina Valeria, ventenne. Leggo le sue parole e sorrido, sorrido perché riesce a riassumere in poche righe momenti di vita che tutta, vi giuro, tutta una generazione ha vissuto:

“Mi ha fatto ridere in ‘Mrs. Doubtfire’, commuovere in ‘Al di là dei sogni’ e ‘L’uomo bicentenario’, riflettere in ‘Patch Adams‘ e ‘Will Hunting‘… A lui sono legati alcuni bellissimi ricordi della mia infanzia, come il film ‘Jumanji’ visto abbracciata a mia sorella perché ci faceva un po’ paura, ma che continuavamo a rivedere perché ci piaceva tanto. Solitamente non pubblico foto o frasi in ricordo di personaggi pubblici scomparsi, ma per lui, per le emozioni che mi ha trasmesso recitando, non posso non farlo”.

Riposa in pace Capitano, ci mancherai.

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