Nel 2004, i genitori della piccola Jessica Cole, una bambina di Greensboro, North Carolina, malata di tumore al cervello dall’età di cinque anni, contattarono la Make-a-Wish Foundation perché li aiutasse a esaudire l’ultimo desiderio di loro figlia: incontrare il suo eroe personale, Robin Williams, e passare un po’ di tempo insieme a lui. L’attore accettò immediatamente e invitò la famiglia Cole a raggiungerli in California sul set del film che stava girando. Ma le condizioni di Jessica erano peggiorate a tal punto da non poterle consentire un viaggio così lungo. E così fu lo stesso Williams a prendere l’aereo e a volare da lei, come ha raccontato il padre a WFMY:

Il tumore aveva tolto lucidità a Jessica, a tal punto da non riconoscere Robin Williams che entrava in casa. Poi lui iniziò a imitare Mrs. Doubtfire e lei finalmente capì“. Poi l’attore e la sua piccola fan passarono il pomeriggio a giocare a carte e a guardare una partita di football alla tv. Dopo la morte di Jessica, avvenuta il 14 dicembre del 2004, l’attore regalò donò una sequoia in memoria della bambina.

Come tanti attori della sua generazione, anche Robin Williams fu allievo dell’Actors Studio, la grande scuola di recitazione newyorkese fondata sul cosiddetto Metodo Stanislavskij e sulla profonda compenetrazione psicologica tra attore e personaggio. A volte, l’immedesimazione totale col proprio personaggio può portare gli attori sull’orlo del baratro, o farceli finire dentro; Robin Williams, invece, divenne Patch Adams. L’attore è stato sempre in prima linea nell’aiutare i bambini malati, supportando l’Ospedale dei bambini St. Jude e passando molto tempo con loro. Proprio come l’eroe della clownterapia che aveva interpretato.