Robin Williams è morto, probabilmente suicida, nella sua abitazione di Tiburon, in California. Nessuno poteva immaginare che la depressione l’avrebbe spinto ad un gesto così estremo, nessuno voleva sperare in un qualcosa di così inimmaginabile, impossibile. Eppure, è accaduto. Ora, a pensarci bene, mi viene in mente un discorso che lo stesso Robin Williams fece davanti ad una telecamera cinematografica. Mentre interpretava Jack Charles Powell nel film “Jack” di Francis Ford Coppola, uno dei ruoli più delicati di tutta la sua carriera: “Lo so che giunti al termine di questa nostra vita tutti noi ci ritroviamo a ricordare i bei momenti e dimenticare quelli meno belli, e ci ritroviamo a pensare al futuro – disse - cominciamo a preoccuparci e pensare: “io che cosa farò? chissà dove sarò da qui a dieci anni?” Però io vi dico: “Ecco guardate me!” Vi prego, non preoccupatevi tanto, perché a nessuno di noi è dato soggiornare tanto su questa terra. La vita ci sfugge via e se per caso sarete depressi, alzate lo sguardo al cielo d’estate con le stelle sparpagliate nella notte vellutata, quando una stella cadente sfreccerà nell’oscurità della notte col suo bagliore, esprimete un desiderio e pensate a me. Fate che la vostra vita sia spettacolare”.

E noi faremo così, caro Jack Charles Powell/Robin Williams. Penseremo a te, guarderemo in alto ed esprimeremo un desiderio. Concludendo, però, con un pensiero di un altro grande personaggio interpretato da Robin Williams, quel Patch Adams diventato punto di riferimento per tutti coloro che vogliono guardare alla vita con il sorriso: “Per tutti la vita è come un ritorno a casa: commessi viaggiatori, segretari, minatori, agricoltori, mangiatori di spade, per tutti… tutti i cuori irrequieti del mondo cercano tutti la strada di casa. È difficile descrivere cosa provassi allora… immaginatevi di camminare in un turbine di neve senza neppure accorgervi di camminare in tondo: la pesantezza delle gambe nei cumuli, le vostre grida che scompaiono nel vento con la sensazione di essere piccoli… e immensamente lontani da casa. Casa, il dizionario la definisce sia come un luogo di origine sia come uno scopo o una destinazione… e la bufera, la bufera era tutta nella mia mente…”. Ha trovato pace, ora: riposa, ne hai bisogno.

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