Esattamente due anni fa ci lasciava Robin Williams. Un vuoto enorme, probabilmente incolmabile.

TRISTE ANNIVERSARIO

Già colpito da depressione, la scoperta del morbo di Parkinson è stato un colpo troppo duro da incassare. Secondo la sua terza moglie Susan Schneider la causa scatenante è però da attribuire ad una rara malattia neurodegenerativa chiamata Demenza dei corpi di Lewy, caratterizzata da frequenti allucinazioni che potrebbero aver spinto l’uomo all’insano gesto.

MILLE SFACCETTATURE

Robin scopre la passione per la recitazione sin da giovane. Iscrittosi alla Juilliard School, accetta il ruolo dell’alieno protagonista nella celebre sitcom Mork & Mindy. Hollywood scopre il suo talento ed eccolo interpretare Braccio di Ferro in Popeye (1980). Sette anni più tardi la consacrazione con il celebre Good Morning Vietnam, successo bissato di lì a poco con L’attimo fuggente. La leggenda del re pescatore, Hook – Capitan Uncino e Mrs. Doubtfire sono i capolavori che lo rendono icona. Dopo ben tre nomination, nel 1997 arriva il primo, e unico, Premio Oscar come attore non protagonista in Will Hunting – Genio ribelle. Abile ad alternarsi fra ruoli impegnati ad altri umoristici, passa da Jumanji a Patch Adams, da Al di là dei sogni a Jakob il bugiardo, da L’uomo bicentenario a L’uomo dell’anno. Opere che costituiscono un autentico patrimonio della cinematografia mondiale.

“O Capitano, mio Capitano! Chi conosce questo verso? Nessuno. Non lo sapete? È una poesia di Walt Whitman che parla di Abramo Lincoln. Ecco, in questa classe potete chiamarmi professor Keating o se siete un po’ più audaci “O Capitano, mio Capitano”. Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva. Anche se può sembrarvi sciocco o assurdo, ci dovete provare. Ecco, quando leggete, non considerate soltanto l’autore. Considerate quello che voi pensate. Figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce. Più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto. Qualunque cosa si dica in giro, parole e idee possono cambiare il mondo” John Keating – L’attimo fuggente (1989)

“Il punto è che per diventare medici, dobbiamo curare il paziente oltre che la malattia. Dobbiamo tuffarci nelle persone, navigare nel mare dell’umanità. Ridere non è solo contagioso, ma è anche la migliore medicina. Se si cura una malattia si vince o si perde, se si cura una persona, vi garantisco che in quel caso, si vince qualunque esito abbia la terapia. Il vero nemico non è la morte, vogliamo combattere le malattie? Combattiamo la più terribile di tutte: l’indifferenza” Hunter – Patch Adams (1998)