Intervistato da Vanity Fair in occasione dei 20 anni della sua carriera, Roberto Bolle posa nudo sulla la copertina del numero in edicola da oggi, mercoledì 9 aprile. L’Etoile del balletto mondiale viene immortalato dall’obiettivo fotografico di Bruce Weber che lo consacra icona della bellezza italiana all’estero. “Dico quello che penso, non ballo e basta”, il ballerino piemontese si rivolge anche al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Guardate qui lo scatto scelto per la cover di Vanity Fair.

Un modo davvero originale per rivolgersi al Presidente del Consiglio quello scelto da Bolle che il 28 e 29 maggio ballerà alla Scala, a giugno si esibirà all’American Ballet di New York con tre diversi spettacoli per poi dedicarsi al tour italiano del suo gala Roberto Bolle and Friends, che lo vedrà protagonista anche all’Arena di Verona il 22 luglio. “Sulla gestione del sistema culturale e artistico ho qualcosa da dire, per esempio. Per decenni siamo stati governati da gente miope. La nostra fortuna sono l’arte e la cultura. Io capisco che non tutti possano comprendere che investire su queste due risorse sia qualcosa che eleva lo spirito delle persone, ma quello che non capisco è perché nessuno si sia mai reso conto che arte e cultura portano soldi” e prosegue parlando del Teatro alla Scala di cui, invece, “si sente solo parlare di tagli. Qui alla Scala si portano in scena solo balletti che sicuramente faranno il pienone. Però così si limita la creatività”.

In America la situazione è completamente diversa. Bolle afferma che “lì è tutto in mano alle sponsorizzazioni dei privati. Che investono in cultura perché non ci pagano le tasse e perché hanno riconoscimenti che per loro sono un ritorno d’immagine. Io penso che l’integrazione sia la formula migliore: lo Stato ci deve essere e ci devono essere i privati, che devono però essere invogliati a fare investimenti”. Ma Bolle è fiducioso e parla delle speranze che ripone nel Presidente del Consiglio: “Renzi ha fatto tante promesse, molte più di quelle che la gente si aspettava. Forse lo ha fatto perché è in grado di mantenerle davvero, speriamo. Intanto mi piace il fatto che, prima con Letta ora con lui, forse stiamo finalmente svecchiando la nostra classe politica”.

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