Difficile credere che Robert Redford nella giornata di oggi sia davvero arrivato a tagliare il traguardo degli 80 anni: il viso sarà segnato dalle rughe, ma l’attore è ancora uno dei più fascinosi di Hollywood.

E per rendersene conto basta andare al cinema a vedere Il drago invisibile, l’ultimo film targato Disney in cui Redford si pone davanti alla macchina da presa, lui che ha diretto nove film e che nel 1978 ha fondato di tasca propria il Sundance Film Festival, che ogni anno raccoglie il meglio della cinematografia indipendente americana.

Due Oscar alle spalle – uno da regista e uno alla carriera – e tre Golden Globe in bacheca, Robert Redford non è però mai stato uno di quegli attori dediti solo al jet set e alla bella vita, ma in più occasioni ha dimostrato di essere un fervido attivista, che si è molto speso per le cause dell’ambientalismo, dei diritti dei nativi americani e dei cittadini omosessuali, oltre ad avere appoggiato in maniera trasversale sia candidati repubblicani che democratici.

Nato in California nel 1936, da giovane non ha conseguito grande risultati scolastici, preferendo concentrarsi sulle arti e gli sport. Sbattuto fuori dal college a causa di un principio di alcolismo, ha poi viaggiato per tutta l’Europa, per tornare a New York, dove ha studiato presso l’American Academy of Dramatic Arts.

La sua carriera da vero e proprio antidivo di Hollywood è iniziata in televisione, come per molte star degli anni ’50 e ’60. Il debutto al cinema arriva nel 1962 con Caccia di guerra, ma già nel 1965 grazie a Lo strano mondo di Daisy Clover si aggiudica un Golden Globe; seguono allora La caccia di Arthur Penn, Questa ragazza è di tutti di Sydney Pollack e sopratutto A piedi nudi nel parco.

Con questi, divenuto suo amico, nel 1973 gira anche Come eravamo insieme a Barbra Streisand, mentre con il cineasta George Roy Hill crea un sodalizio che porta a due grandi film come Butch Cassidy e La stangata, insieme all’amico-rivale Paul Newman, che in tutto incassa 7 Oscar, più una nomination per Redford.

È poi il turno di alcuni thriller politici quali I tre giorni del condor, ancora di Sydney Pollack e Tutti gli uomini del Presidente di Alan J. Pakula, mentre nel 1980 è il momento del debutto alla regia con Gente comune, che per l’appunto gli consegna l’ambita statuetta.

Negli anni ’90 Redford si concede maggiormente alla Hollywood più commerciale, dirigendo Brad Pitt in In mezzo scorre il fiume, e recitando in Proposta indecente. Più personale il drammatico Quiz Show del 1994, per non parlare poi del famosissimo L’uomo che sussurrava ai cavalli del 1998.

Di recente lo abbiamo ritrovato in All is Lost, film in cui recita in mezzo al mare completamente da solo davanti alla macchina da presa, nel marvelliano Captain America – The Winter Soldier e nell’impegnato Truth – Il prezzo della verità.