Raccontare la storia della Resurrezione è un’impresa difficile. Il Cristo biondo con gli occhi azzurri, soffuso di luce divina, non appartiene più al nostro immaginario ed è stato sostituito da un Cristo più reale, scuro nei colori e dai lineamenti più decisi. Per questo non basta restituire un contesto più concreto e veritiero per essere originali. La sfida di Risorto, la cui uscita nelle sale italiane è prevista poco prima di Pasqua, il 17 marzo, allora è un’altra. Raccontare la storia dal punto di vista di un non credente, costretto però a rivedere le sue posizioni.

Ciò che marca la differenza tra credenti e non però è proprio quella di credere nella Resurrezione della carne, e il film, accettando che questa sia reale, esclude automaticamente tutti quelli che la pensano diversamente. Questi ultimi si godranno uno spettacolo hollywoodiano, fatto di recitazione di alto livello e ritmo sostenuto, ma senza riuscire a sentirsi coinvolti dalla storia. Il regista Kevin Reynolds ha spiegato «Volevamo fare qualcosa di completamente diverso, perciò per Risorto ho valutato l’idea di un romanzo a tratti poliziesco», infatti tutta la prima parte vede il protagonista Clavius, con il volto di Joseph Fiennes, impegnato a smascherare i seguaci di Yeshua, interpretato da Cliff Curtis, con tanto di interrogatori ed informatori ben pagati. Fiennes si è preparato proprio trascorrendo del tempo con un detective «Il mio modo di ritrarre Clavius è stato ispirato dalle nozioni di un detective su come focalizzare dei sospetti. Anche se questa è una storia biblica, volevo essere pragmatico riguardo al comportamento di Clavius, perché la mia percezione era quella di un noir».

Per rendere vero lo spirito degli Apostoli l’attore Cliff Curtis ha organizzato una serie di incontri informali tesi a creare un’armonia tra tutti gli attori, come racconta María Botto, che interpreta Maria Maddalena. «Alcuni leggevano poesie, altri cantavano. Cliff con queste riunioni ha realmente fatto di noi un gruppo affiatato. Gli attori che interpretavano gli Apostoli erano unici: ogni giorno apportavano energia ed amore sul set». Ma ogni personaggio si distingue dagli altri, creando un gruppo di persone reali, con i propri pregi e i propri difetti.

In tutta la prima parte della pellicola il pensiero va al magnifico libro di Emmanuel Carrère, Il Regno, che racconta molto bene la nascita del Cristianesimo, e rimane in equilibrio su un filo, senza giudicare nessuno. La storia prende una piega del tutto diversa nella seconda parte, quando Clavius dovrà ammettere che le persone che avrebbe dovuto incastrare dicevano la verità. Allora si passa dalle scene di battaglia, dal sangue, dalla polvere e dalle tensioni politiche ad un’universo fatto di risate, abbracci, gioia e una natura immensa. Risorto infatti è stato girato tra Malta e la Spagna, principalmente in paesaggi aridi ma spettacolari, e utilizzando vere catacombe dell’epoca, per restituire ancora meglio un contesto reale, che è forse l’elemento migliore del film.