I Rio sono un gruppo musicale fondato nel 2001 da Fabio Mora, leader della band, e Marco Ligabue, che ha abbandonato il gruppo due anni fa. Sul palco sommano i tre aggettivi che da anni contraddistinguono e identificano il loro impatto sonoro: positività, solarità ed energia. Formati da quattro componenti, Fabio Mora (voce), Fabio ”Bronsky” Ferraboschi (basso), Alberto “Paddo” Paderni (batteria) e Gio Stefani (chitarra), i Rio riescono a coniugare il suono rock d’ispirazione californiano abbinandolo al mento (radice del reggae) Giamaicano (LEGGI QUI L’INTERVISTA A PIERO PELU’).

Tra i cinque album pubblicati, da cui sono stati estratti ben 19 singoli, “Fiori” e “Mediterraneo” sono balzati in cima alle classifiche di vendita su iTunes. 
La band vanta un’intensissima attività live, specialmente quella di quest’anno che prevede una data davvero importante a Milano. Il 14 marzo, infatti, i Rio si esibiranno al Live Forum di Assago, appuntamento più importante del loro tour che prevede anche altre serate tra cui il 29 marzo al Vidia Club di Cesena (FC), il 5 aprile al Live 23 di Alessandria e il 12 aprile al Fuori Orario di Taneto di Gattatico (RE).

Leonardo.it ha fatto una chiacchierata con Fabio Mora. Ecco cosa ci ha rivelato il cantante e leader della band.

Terremosse, il vostro ultimo singolo, è un inno d’amore nei confronti del pianeta. E’ un modo diverso di raccontare il terremoto. Avete deciso di farlo in modo artistico, come forse nessuno aveva mai fatto. Com’è nato il progetto di questa canzone?

“E’ una canzone d’amore verso la nostra gente, quella che ha sofferto, che ha dovuto rimboccarsi le maniche e iniziare a ricostruire la propria terra. Lo scopo era quello di far parlare del terremoto anche tra 20 anni, per non far dimenticare il tragico avvenimento che ha colpito l’Emilia. Il brano era difficile da scrivere, ho pensato tanto a come poter trasmettere un messaggio importante e un giorno mi è venuta in mente la metafora tra un girasole, che rappresenta l’uomo emiliano, e il sole, il simbolo del “domani”. Questa mi sembrava la chiave di lettura migliore per poterne parlare”.

Il video di Terremosse è molto emozionante ed è molto fedele al testo della canzone. Com’è stato vivere l’esperienza di girare questo video nelle terre colpite dal terremoto?

“Non volevamo rappresentarlo in modo troppo drammatico. Abbiamo pensato a un immaginario felliniano, caratterizzato dalle campagne dell’Emilia viste con gli occhi di una compagnia teatrale errante formatasi a San Felice sul Panaro, con i volti truccati di bianco e che girano il paese come se fossero degli spiriti, senza espressione, senza mai sorridere. All’interno del video è proprio la gente inespressiva a guardare i due protagonisti, due ragazzi innamorati, senza riuscire ad esprimere nessuna reazione. Le emozioni iniziano a vedersi nel momento in cui il teatro brucia, metafora del fatto che deve sempre succedere qualcosa di tragico per smuovere gli animi”.

Il vostro album è stato realizzato ad “Impatto Zero”. Spiegaci cos’è quest’iniziativa.

“Noi siamo particolarmente legati a Lifegate, un’associazione ecologica, che tramite Impatto Zero ricalcola per la riforestazione in Italia tutto il materiale inquinante che noi tutti utilizziamo ogni giorno. In sostanza si riequilibra ciò che noi inquiniamo. La quota finale viene spesa per acquistare alberi che vengono ripiantati sulla Terra. Noi la seguiamo nel 2009 da quando abbiamo composto “Il Gigante“, scelta come colonna sonora della Giornata della Terra di quell’anno, e l’abbiamo fatto perché volevamo dare un senso maggiore a quello che avevamo scritto”.

Da dove nasce il nome del gruppo?

“Rio in messicano vuol dire fiume. Io sono nato sulle rive del Po, tra Reggio Emilia e Mantova e qui sono nate le prime canzoni dei Rio. La vera scintilla, che ci ha permesso di fondare il gruppo, è stata la passione condivisa con Marco Ligabue per il Messico, in particolare per il gruppo dei Los Lobos, una band tex-mex”.

Com’è cambiato il vostro stile musicale dai tempo di “Sei quella per me” ad oggi?

“E’ cambiato con noi. Siamo diventati più grandi, abbiamo vissuto esperienze che ci hanno fatto crescere molto musicalmente. Quello che volevamo all’inizio era portare divertimento. Oggi è cambiato solo il modo di trasmetterlo. Abbiamo sempre avuto carta bianca e ce la siamo presa. Siamo molto curiosi e attenti a ciò che ci sta attorno, con un ‘occhio di riguardo verso il sole’: ci concentriamo sempre sulle cose positive, cercando di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno”.

Fabio, il bassista del gruppo, è autore di “Invisibili”, la canzone presentata da Cristiano De André all’ultimo Festival di Sanremo, vincendo il premio della critica e quello per il miglior testo. Avete mai pensato di partecipare a Sanremo con le vostre canzoni?

“Ci siamo andati sempre molto vicini. Per ben tre anni abbiamo sfiorato questa possibilità, ma non abbiamo mai partecipato. Non è la nostra massima aspirazione, ma il bello del Festival è che dà la possibilità di parlare almeno per una settimana di musica”.

Tra pochi giorni ci sarà il grande concerto al Live Forum di Assago. Che progetti avete per il futuro?

“Per il 21 marzo, primo giorno di primavera che a noi sta molto a cuore, abbiamo organizzato una sorpresa che, però, non posso ancora svelare. Ad ottobre, invece, i Rio compiranno 10 anni e organizzeremo un super evento per festeggiare al meglio il nostro decimo anniversario. “Fiori”, il nostro ultimo album, ci ha impegnati molto e vogliamo preparare bene le basi per il nuovo disco”.

In attesa del concerto del 14 marzo al Live Forum di Assago, noi vi lasciamo con delle immagini della band.