Invitato al Bari International Film Festival, dove gli è stato consegnato il premio Vittorio Gassman per la sua interpretazione nel film noir Pericle il nero, uscito nelle sale quasi un anno fa, Riccardo Scamarcio è stato protagonista di attimi concitati.

La cerimonia è stata infatti preceduta da un momento di incontro con il pubblico e la stampa che ha generato polemiche e nervosismo a causa delle parole pronunciate dall’attore.

Nel suo intervento al circolo Canottieri Barion Scamarcio ha infatti inscenato una controversia che avrebbe voluto riprendere analoghi uscite di Carmelo Bene: la sua provocazione infatti ha avuto come obiettivo lo stesso pubblico che era venuto ad applaudirlo.

E proprio sugli applausi si è concentrata la vis del protagonista di 3 metri sopra il cielo: “ Il problema è il pubblico. Capito? Voi volete interagire con lo spettacolo, sopratutto oggi, volete applaudire, ma che c***o applaudite? Invece dovete stare zitti”.

L’impressione è che le lamentele di Scamarcio riguardo all’eccesso di semplificazione a teatro e nel cinema gli siano sfuggite di mano, nonostante appaia chiaro come nel corso della sua arringa l’attore sia passato – forse senza volerlo – dall’ironia alla citazione fino allo sberleffo vero e proprio: “Lo spettacolo è uno spettacolo se vi sorprende, ma ‘dernièrement’ tutto è consolatorio, per il pubblico. […] Voi siete diventati i protagonisti: c’è una forma di accondiscendenza che vuole mettere il pubblico al centro. Ma non è così, a ognuno il proprio mestiere. Il pubblico ha sempre torto, a prescindere.”

Scamarcio, contestato con urla e fischi, deve parere il colpo affermando di aver voluto scherzare, ma finisce per infervorarsi nuovamente anche contro una donna che gli chiede spiegazioni sulla scelta della location per questa improvvisazione, che si conclude paradossalmente tra gli applausi e un abbraccio.