Anche Riccardo Scamarcio, classe 1979 e originario di Trani, noto attore e produttore cinematografico, si sarebbe potuto trovare su quel treno, su quel convoglio dell’orrore. Quando era più giovane, infatti, racconta al Corriere.it, lo prendeva spesso. Così come aveva fatto il piccolo Antonino che era stato a scuola. “Era il treno che prendevo da ragazzo per andare a scuola” ha raccontato l’attore al Corriere.it. “Noi non lo chiamavamo ‘treno’ ma ‘trenino’ perché non andava a velocità elevata, era una specie di metropolitana che collega Bari a Barletta e si ferma in tutte le stazioni intermedie. Me le ricordo le persone che incontravo là sopra: studenti come me, impiegati ed insegnanti. Eravamo tutti pendolari ha aggiunto l’attore.

“Mi fa una sensazione davvero strana pensare che su un trenino del genere, su cui sono salito tante volte, possa essere successa una tragedia tanto grande. Prendiamo continuamente frecce che procedono ad altissima velocità, saliamo su aerei che ci portano dall’altra parte del mondo e poi su una locomotiva domestica e innocua può succedere una simile catastrofe. Sono attonito e profondamente addolorato” ha confessato Riccardo Scamarcio che ha “degli amici che hanno dei conoscenti diretti coinvolti nella strage dei treni”.

Lo sfogo di Riccardo Scamarcio

Scamarcio si rivede in Antonino, una delle vittime di questa terribile strage, un giovane studente schiacciato dalle lamiere dei treni: “Tornava dall’esame a scuola, come me tanti anni fa. Penso a quel contadino che stava curando i suoi ulivi ed è stato centrato da una scheggia. Penso soprattutto al fatto che a volte il destino si mette proprio d’impegno affinché accadano delle cose che hanno dell’incredibile. La Puglia è una regione pianeggiante e quei due treni viaggiano su un rettilineo. Il tratto dove è avvenuto l’incidente è l’unico dove c’è una curva, quindi non hanno avuto il tempo di vedersi e di reagire in qualche modo”.

Il pensiero dell’attore Riccardo Scamarcio - originario di Trani – è tutto per le vittime e i loro familiari, dilaniati da un disastro senza precedenti che ha portato alla morte di 23 persone ferendone oltre 50. I pugliesi, tra l’altro, hanno risposto subito agli appelli degli ospedali donando in massa il proprio sangue e salvando decine di vite umane. Intanto proseguono le indagini della Procura che dovrà far luce sull’accaduto accertando eventuali responsabilità.