Renato Zero è tornato (a tre anni di distanza di Amo) con Alt, un album raffinato (in uscita l’8 aprile) ricco di parole divise tra poesia e verità, con cui vuole fotografare la società di oggi e al tempo stesso lanciare dei messaggi, dei moniti a recuperare le cose importanti della vita. “Questi tempi mi hanno sollecitato un intervento obbligatorio, in una Italia che ha svenduto ormai tutto e in cui la politica non tiene conto della spesa e sembra far finta di nulla mentre le persone diventano sempre più povere” – dice Renato durante la conferenza di presentazione a Milano – “Sono un frequentatore delle strade, mi piace interessarmi agli altri e mi sono reso conto che in questo momento tutti hanno bisogno di carezze, di un abbraccio anche se c’è sempre meno tempo per darne”.

“Io sono figlio di gente semplice, un poliziotto e una infermiera che si sono trovati a casa un fenomeno e mi hanno sempre amato. Appartengo alla moltitudine, quindi a voi, alle vostre perplessità, disagi e malesseri” – continua l’artista che a proposito del singolo Chiedi, con cui lancia frecciate a sindacalisti e personaggi tv, sottolinea – “Molti sindacalisti vogliono andare a Montecitorio e lo trovo incomprensibile. Prima c’era dialogo tra datori di lavoro e operai, ma mi pare che tutto funzionasse alla meraviglia, cosa che ora non succede quasi più proprio a causa delle persone che si mettono in mezzo. Per quanto riguarda la tv vedo che è ormai piena di tuttologi e ha dato lavoro a tanti criminologi, dato che ormai non si fa altro che parlare di cronaca nera. Tutto questo passa attraverso i pori della pelle dell’artista”.

Dato che anche in questo album si parla di amore si è finito naturalmente per parlare di coppie di fatto e dintorni: “Non esiste amore di serie a o di serie b, la famiglia è un bene e bisogna fare leva sull’unione. È importante per tutti avere qualcuno al proprio fianco, io stesso ho adottato un figlio perché non volevo rimanere da solo. La canzone Il cielo è degli angeli l’ho invece scritta dopo aver visto diversi miei amici separarsi e ho voluto usare come paragone gli angeli, che hanno pazienza e non buttano all’aria un trascorso e una promessa d’amore. In troppi non capiscono che il tempo che abbiamo su questa terra è poco e farsi consumare da sentimenti come la rabbia e l’odio finisce solo per penalizzarli”.

Nell’album c’è anche una preghiera laica intitolata Gesù: “La preghiera è un esercizio portato all’estremo dagli islamici che si prostrano facendo atto di sottomissione, mentre noi mangiamo carne anche nei giorni non suggeriti dalla nostra religione. L’assenza di Gesù, oggi, si sente tantissimo e non parliamo di Dio perché lì andiamo ad un gradino ancora più alto il discorso si fa ancora complesso. Gesù è uno di noi, che è venuto qua e si è fatto massacrare: in questi anni ne ho visti tanti di Gesù, tra quelli uccisi dalla Mafia o dall’Isis. Se una persona non sente la necessità di ritrovarlo buon per lui, ma vuol dire che questo non è un mondo in cui stare abbracciati”.

Renato Zero tornerà anche a suonare dal vivo: il 1 e 2 giugno sarà infatti all’Arena di Verona. “Sono felice di tornarci, perché l’ultima volta mi sono fratturato tre malleoli e ora deve pagarmi il conto!”.