Il Re dei sorcini, Renato Zero, compie 65 anni: classe 1950, Zero, il cui vero nome è Renato Fiacchini, ha fatto la storia della musica italiana grazie alle sue canzoni e alla sua personalità eclettica conquistando a suon di paillettes e lustrini migliaia di quelli che lo stesso chiama “sorcini” o “zerofolli”.

Un nome d’arte, quello scelto da Renato, nato come sorta di sfida nei confronti di coloro che lo denigravano, considerandolo “uno zero”, che alla fine gli portò fortuna. La sua carriera, iniziata negli anni ’60, lo vide decollare nello storico Piper di Roma, sua città d’origine e da sempre amata dove, da giovanissimo, è entrato a far parte del corpo di ballo di Rita Pavone, I Collettoni, grazie a Don Lurio: un’opportunità che gli permise di entrare a far parte della scena nazionale iniziando a coltivare alcune delle sue storiche amicizie con alcune delle voci che hanno segnato la musica italiana come Loredana Bertè e Mia Martini.

Dopo un 45 giri “Non basta sai” (1967) e tre album, “No! Mamma, no” (1973), “Invenzioni” (1974) e “Trapezio” (1976), il successo arriva con i lavori “Zerofobia” (1977) e “Zerolandia” (1978), che contengono alcune delle hit evergreen del cantautore tra cui “Triangolo”, “Uomo uno” e “La favola mia”. Un successo portato avanti poi da “Il carrozzone” di EroZero (1979) alternando testi che parlano di alcuni temi particolarmente sensibili come la droga ma anche l’omosessualità, la prostituzione, l’aborto e l’amore libero.

Negli anni ’80 Zero decide di abbandonare i costumi eccentrici che lo hanno accompagnato sin dagli inizi della sua carriera optando per un look più sobrio: una scelta che però viene accompagnata dall’insuccesso di “Zero” (1987) e che spinge lo stesso a cambiare stile cercando nuove sonorità, trovandole una volta partito alla volta dell’Inghilterra. Tornato in Italia, nel 1991 Renato partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo dove si classifica secondo con “Spalle al muro”, scritta per lui da Mariella Nava e che gli fece guadagnare un lunghissimo applauso e una standing ovation del pubblico. La canzone sarà contenuta poi nell’album live “Prometeo” insieme a un altro brano scritto dallo stesso nel 1965, “L’equilibrista”, vendendo un totale che supera le 250mila copie.

Nel 1993 torna ufficialmente nella scena musicale con un nuovo album, “Quando non sei più di nessuno”, partecipando ancora al Festival di Sanremo cantando “Ave Maria”: un’esibizione che, anche questa volta, gli fece guadagnare un applauso da parte del pubblico durato addirittura più di quattro minuti e che lo fece nominare “vincitore morale” dell’edizione. Un successo che ha segnato un lungo periodo di trionfi tra concerti e nuovi album: nel 1998 pubblica infatti “Amore dopo Amore” per tornare nelle classifiche musicali nel 2001 con “La curva dell’angelo”, album accompagnato da un tour che ha fatto il tutto esaurito allo Stadio Olimpico di Roma.

Dal 2003 ad oggi ci sono ben cinque album all’attivo – “Cattura” (2003), “Il dono” (2005), “Presente 2013 – Amo – Capitolo I” (2009), “Amo – Capitolo I” (2013) e “Amo – Capitolo II” (2013) – più un Best Of, pubblicato nel 2006, “Renatissimo!”. Ad oggi la carriera di Renato conta ben 500 canzoni scritte, 35 album pubblicati e ben 45milioni di dischi venduti.