5 ragazzi modenesi, una bella amicizia e tanta passione per la musica. Sono questi gli ingredienti segreti dei Remida, gruppo in ascesa nel territorio nazionale che ci presenta in anteprima il videoclip ufficiale del nuovo singolo Amburgo, tratto dall’ultimo album Vita.

Leonardo.it ha incontrato i 5 componenti del gruppo, Davide Ognibene  (Autore – Voce – Chitarre), Elia Garutti (Chitarre), Mattia La Maida (Basso), Alessandro Bosi (Batteria – Percussioni) e Giulio Saltini (Piano – Synth) per una piacevole chiacchierata tra politically correct, amore per la propria terra e tanta voglia di crescere.

1.       Iniziamo dal principio: come nasce il vostro gruppo e, soprattutto, come mai questo nome “mitologico”?

La nostra storia è molto semplice ma, allo stesso tempo, un pò diversa dalle tante. Il progetto Remida nasce sui banchi di scuola…ma di scuole diverse. In realtà, inizialmente, eravamo “concorrenti”. Facevamo parte di gruppi diversi, sapete quelli che nascono per gioco con gli amici di sempre, e ci contendevamo la zona Modenese. Ci siamo sempre incrociati in piccole rassegne, ci conoscevamo per nome, ma poco altro. Poi l’età scioglie i gruppi, siamo “diventati grandi” e gli amici hanno scelto di farsi una vita normale, di inseguire obbiettivi lavorativi più concreti.  Noi siamo i cinque che hanno deciso, invece, di fare della musica il loro lavoro. Quindi ci siamo messi in contatto tra di noi ed abbiamo deciso di intraprendere un percorso artistico insieme.

Il nome, invece, è più legato personalmente a me ( Davide) e ad Alessandro, il batterista. La scelta è stata molto casuale e la mitologia, vi assicuro, non c’entra nulla. Ci serviva un nome che suonasse bene, che fosse fresco e, non ricordo precisamente da dove fu preso, ne uscì Remida. Tutto qui. 

2.       Qual è il vostro background musicale?

Questa domanda mi mette molto in crisi. In quanto a gusti musicali siamo molto diversi ed è per questo che ci divertiamo come pazzi a lavorare insieme.  Per non fare un torto ai nostri adorati gruppi dovrei stilare una lista infinita. Quindi darò una risposta “politically correct ” : noi, a parte i generi troppo heavy che purtroppo non siamo capaci di apprezzare, ascoltiamo di tutto senza pregiudizi. E per i più curiosi dico che basta ascoltare bene i nostri brani per rendersi conto di chi ci ha influenzato musicalmente.  

3.       Avete mai pensato di produrre qualcosa in inglese?

Sinceramente no. Il motivo principale è che per essere competitivi in inglese dovremmo avere una padronanza della lingua che non abbiamo. Inoltre ci sono artisti, come Modugno con il brano “Volare”, che credo sia il miglior esempio, e altri, che con coraggio hanno venduto in tutto il mondo senza il bisogno di rinnegare le proprie radici linguistiche. 

4.       Il nuovo singolo tratto dal vostro ultimo album “Vita” si chiama Amburgo. Ora la domanda sorge spontanea: perché proprio Amburgo?

Amburgo è un brano che ho sentito di dover scrivere dopo un viaggio natalizio in Germania di qualche anno fa. Stavo passando un periodo complicato e decisi di “staccare la spina”, come faccio sempre quando gli impegni me lo permettono, e godermi qualche giorno con gli amici. Arrivato in quella città è scattato qualcosa di magico. Sarà stato il clima natalizio che si respirava nell’aria, o forse la spensieratezza di quei giorni, ma sono tornato diverso. Mi ha ridato serenità. Quindi ho deciso di conservare quello stato d’animo in una canzone.

5.       Nel videoclip (che il lettore può vedere in anteprima qui sotto) i protagonisti siete voi immersi in questa bellissima città, sembra quasi che questo singolo sia un po’ un inno alla vostra amicizia. Ci ho visto male?

L’interpretazione del video è impeccabile. Il legame che c’è tra di noi a livello personale è una parte fondamentale della nostra vita artistica e quotidiana. Abbiamo deciso di girarlo ad Amburgo proprio perché speravamo di ricreare, con naturalezza, la spensieratezza che io provai qualche anno prima. Devo ammettere che la  realtà ha di gran lunga superato le aspettative. Non avete idea delle risate che abbiamo fatto quando ci siamo rivisti in fase di montaggio. Ci sarebbero aneddoti infiniti su ciò che è accaduto in quei giorni.

6.       Che ne pensate dell’attuale mercato musicale italiano? C’è spazio per i giovani che riescono a farcela in autonomia, senza appoggiarsi alle decine di talent show che vengono fuori come i funghi, o andare avanti senza quella vetrina è ormai impossibile?

Noi crediamo che il mercato italiano attuale non sia morto. Siamo solo inseriti in un periodo difficile per la musica.

Per quanto riguarda i talent i risultati parlano da soli. Ci sono i fuoriclasse tipo Marco Mengoni, che personalmente come cantante ammiro tantissimo, che ce la fanno e i mediocri che durano tre mesi poi svaniscono. Se ci fosse la possibilità per noi di sfruttare una vetrina simile in quanto  “band” sarebbe ipocrita dire che non lo faremmo. Quindi che dire, sono dal canto loro importanti. Forse l’unico problema è che si danno spazi, il più delle volte, solo ad interpreti. Se potessi dire la mia consiglierei, vista la potenza mediatica, di creare show dove si possa gareggiare solo su repertori di musica inedita. Una specie di “Sanremo Reality”. Perchè no?

7.       Tutte le band hanno un componente che piace alle donne più degli altri: chi cucca di più di voi? ;)

Devo ammettere che è un quesito che non ci siamo mai posti e forse ancora non abbiamo un vincitore schiacciante. Credo che per ora possa ritenersi in vantaggio Giulio. Sarà il fascino dei suoi sintetizzatori con mille luci e del suo ciuffo alla Duran Duran.